russia putin coronavirus

“IL VACCINO È EFFICACISSIMO, PROTEGGE PER ALMENO DUE ANNI” – MOSCA REPLICA PICCATA ALLE CRITICHE DEGLI SCETTICI: PER I RUSSI SI TRATTA DI INVIDIA DELL’OCCIDENTE - PUTIN SBANDIERA IL FATTO CHE SIA STATO INIETTATO ANCHE IN UNA DELLE SUE FIGLIE: “ HA AVUTO DUE GIORNI DI FEBBRE A 38 E POI A 37 GRADI” – IGOR PELLICCIARI: “DIFFICILE NON COLLEGARLO ALLA ESPERIENZA SUL CAMPO CHE IL CONTINGENTE RUSSO ALTAMENTE SPECIALIZZATO IN GUERRA BIO-CHIMICA HA MATURATO A BERGAMO E BRESCIA” - E INTANTO FINISCE IN RETE UN DOCUMENTO DELL'ISTITUTO TEDESCO KOCH CHE RIVELA…

++ Mosca, protezione vaccino russo per almeno due anni ++ 
Lo ha detto direttore del Centro nazionale di ricerca Gamaleya 
(ANSA) - Le proprietà protettive del vaccino russo contro il coronavirus saranno intatte per almeno due anni dopo la sua somministrazione. Lo ha detto il direttore del Centro nazionale di ricerca Gamaleya per l'epidemiologia e la microbiologia del Ministero della sanità russo, Alexander Gintsburg. "Il periodo di efficacia del vaccino, le sue proprietà protettive non dureranno per un breve periodo ma per almeno due anni", ha detto in un'intervista sul canale televisivo Russia-1. Lo riporta la Tass. 

 

Fabrizio Dragosei per il "Corriere della Sera"

 

Vladimir Putin

Le critiche al vaccino russo che sarà sfornato a breve e che è stato testato anche sulla figlia di Vladimir Putin «sono assolutamente prive di fondamento» e dettate dall'invidia dell'Occidente. Piccate per la valanga di perplessità piovuta sulla scienza del Paese dopo l'annuncio fatto in tv dallo stesso presidente russo, le autorità di Mosca rispondono per le rime.

 

Coronavirus Russia

Lo Sputnik V, come è stato chiamato in onore del primo satellite artificiale sovietico del 1957, è «efficacissimo». Il ministro della Sanità Mikhail Murashko ha usato il sarcasmo per controbattere le accuse. «Sembra che i nostri colleghi stranieri siano rimasti molto colpiti dai vantaggi competitivi del farmaco russo e stanno esprimendo pareri che a nostro avviso sono completamente privi di fondamento».

 

coronavirus russia

Anche l'Oms ieri ha nuovamente invitato alla cautela. Una sperimentazione troppo breve? Oggi, dopo due mesi, è cominciata la fase tre con test che coinvolgeranno più di duemila persone in Russia e in altri Paesi. Finora la sostanza è stata provata su militari volontari (quanto volontari? Ci si chiede), sullo stesso direttore dell'istituto di ricerca Gamaleya di Mosca e su altri personaggi, come la figlia di Putin.

 

coronavirus russia 5

La donna avrebbe avuto due giorni di febbre, «a 38 e poi a 37 gradi», secondo quanto ha raccontato il padre. L'autorizzazione concessa dal ministero della Sanità prevede la somministrazione a persone «a rischio», a cominciare dai medici, gli insegnanti e gli anziani. Le autorità hanno precisato che tutto avverrà su base volontaria. Si partirà pure in Brasile, Messico, negli Emirati Arabi e in Arabia Saudita.

 

coronavirus russia 4

Si era parlato anche di Cuba ma il capo epidemiologo dello Stato caraibico ieri si è mostrato molto cauto. A una domanda specifica sul vaccino russo ha preferito non rispondere. Poi ha aggiunto: «Continuo a credere che un farmaco sarà disponibile per il mondo e per noi dal 2021; durante il prossimo anno, probabilmente dai primi mesi».

 

coronavirus russia 6

 Sui tempi si è espresso ieri anche il prestigioso istituto tedesco Robert Koch che è più ottimista. «Proiezioni preliminari fanno sembrare possibile la disponibilità di uno dei vari vaccini sperimentati dall'autunno del 2020», si legge in un comunicato uscito in Rete, e poi ritirato poche ore più tardi perché «finito per sbaglio sul web».

 

coronavirus russia 7

L'istituto però aggiunge che «sarebbe pericoloso a questo punto confidare nel fatto che una vaccinazione a iniziare dall'autunno 2020 possa controllare la pandemia». Insomma, cautela. Anche perché la produzione non potrà essere velocissima. La Binnopharm russa, che sfornerà lo Sputnik, dice che sarà in grado di rendere disponibili 1,5 milioni di dosi all'anno e che spera di aumentare la produzione. In ogni caso Mosca precisa che il vaccino sarà destinato al mercato interno. Solo dopo potrà essere fornito all'estero.

coronavirus russia 2

 

Igor Pellicciari per "formiche.net"

Tra le regole auree del ricercatore spicca quella del non farsi trascinare nel commento del quotidiano; esercizio pericoloso che espone ad evidenti rischi – primo tra tutti quello di essere smentito nel breve – da cui egli, con la scusa di non (saper) essere un giornalista, si sottrae volentieri.

 

Eppure, eccoci qui a scrivere a caldo dell’annuncio di Mosca di avere scoperto quello che sembra essere (il condizionale è d’obbligo) il primo vaccino in assoluto contro il Covid-19.

putin visita ospedale pazienti covid19 6

 

Con lo spirito di chi cerca scuse razionali per convincersi di scelte in realtà emozionali, giustificheremo questa nostra discesa forse prematura sul tema dicendo che lo consideriamo l’epilogo di una storia iniziata mesi orsono, con l’esplosione della pandemia e l’arrivo dei militari russi in Italia, piuttosto che argomento nuovo dai contorni ancora poco chiari.

 

Nulla possiamo dire sulla efficacia reale del vaccino dal punto di vista medico, su cui come è ovvio la comunità scientifica, per bocca della rivista “Nature”, si è già espressa con grande cautela.

In ogni caso, abbiamo oramai imparato che quella dei virologi è tutt’altro che una scienza esatta.

 

putin visita ospedale pazienti covid19 7

Il fatto che Vladimir Putin – consapevole del proprio carisma da “silent man” (in questa fase maggiore a livello internazionale che interno) – si sia così esposto in prima persona annunciando la scoperta e addirittura sottolineando che il vaccino è stato sperimentato su una delle sue due figlie, fa tuttavia presupporre che la notizia abbia un suo fondamento e non sia una semplice esagerazione dell’informazione di agosto.

Inoltre, altri elementi sembrano confermare che potremmo essere in presenza di una qualche scoperta di rilievo.

 

putin visita ospedale pazienti covid19 2

In primo luogo, la storia ci dice che la Russia ha una forte tradizione di grandi traguardi scientifici ottenuti seguendo uno schema rigidamente autarchico, sia per motivi politici interni (rafforzare il prestigio dell’Impero agli occhi della opinione pubblica) che esterni (resistere all’ isolamento che ne ha contraddistinto decenni di relazioni internazionali).

Gran parte della ricerca russa è da tempo rigidamente auto-referenziale, con pochi contatti con l’esterno – anche perché coinvolge attivamente il settore Difesa, che spesso è il primo traino allo sviluppo di nuove tecnologie che, prima di approdare al civile, passano per un’ampia applicazione militare.

 

È un tipo di ricerca che proprio per questo taglio statalista e militare – va detto – si pone come obiettivo assoluto il raggiungimento del fine che si è posto, senza badare ai costi (non vi è ricaduta commerciale) o andare per il sottile quando si tratta di studiare gli effetti collaterali, anche se gravi.

putin visita ospedale pazienti covid19 5

 

Ad esempio, chiunque abbia vissuto in Russia sa che, all’arrivo di improvvise indisposizioni stagionali più o meno serie, vengono proposti efficaci rimedi farmacologici locali introvabili all’estero che sembrano fatti apposta per “rimettere in piedi il soldato”, costi quel che costi. Funzionano nell’oggi, con conseguenze spesso sconosciute nel domani.

 

Se è normale che il primo comunicato stampa sul nuovo vaccino sia stato del ministero della Salute – pare che il ministero della Difesa abbia avuto un ruolo determinante nella sua definizione sperimentale iniziale su cui però è probabile verrà mantenuto uno stretto riserbo, da segreto militare.

putin visita ospedale pazienti covid19 3

 

Ed è difficile non collegare questa vicenda alla esperienza sul campo che il contingente russo altamente specializzato in guerra bio-chimica ha maturato durante la campagna degli aiuti nella Fase 1 a Bergamo e Brescia; grazie alla possibilità che ha avuto di raccolta diretta di prima mano di sequenze virali, pare inedite.

Qualunque cosa i russi abbiano scoperto, hanno di certo fatto tesoro di questa importante esperienza di intelligence sanitaria sul campo in quello che è stato il primo vero scenario pandemico accessibile fuori dalla Cina.

 

Inoltre, sorprende che l’annuncio di Mosca sia caduto non in prossimità di un appuntamento politico importante (solo un mese fa si è svolto il referendum per la nuova Costituzione), quasi a volere fugare il sospetto che il risultato sia stato ispirato – e quindi esagerato – da una tempistica istituzionale.

vladimir putin

Infine, il nome scelto dai Russi per il vaccino – Sputnik, il primo satellite umano ad entrare in orbita –  è una sorta di simbolo sacro del positivismo tecnologico (maturato soprattutto nel campo aerospaziale) che tanto ha marcato lo spirito identitario russo nel periodo sovietico e che è sopravvissuto ai giorni nostri.

 

È difficile che un nome del genere (al pari di Gagarin, Pobeda, Zvezda etc.) usato in passato per celebrare grandi ricorrenze o monumenti,  venga “bruciato” agli occhi dell’opinione pubblica interna per battezzare qualcosa che non abbia una qualche credibilità.

 

coronavirus russia

Vorrebbe dire esporsi ad un back-fire di contraccolpo negativo che porterebbe discredito ad altri simboli simili che rappresentano le fondamenta della legittimità del Cremlino (come ad esempio accadde 20 anni fa per il disastro del sommergibile Kursk – amplificato anche dal nome dello stesso, evocativo di una epica vittoria sovietica contro i nazisti).

La considerazione finale riguarda l’impatto dirompente che questa notizia avrà sul contesto geo-politico mondiale e di cui stiamo già osservando i primi risultati.

 

putin visita ospedale pazienti covid19 9

Il fatto che l’annuncio della scoperta provenga da Mosca lo ha già trasformato in un elemento divisivo a livello internazionale che riprodurrà i due classici schieramenti contrapposti tra chi plaude al risultato in chiave filo-russa e chi invece ne fa oggetto di critica politica al Cremlino.

La corsa al vaccino è da subito sembrata la vera competizione che si è scatenata a livello planetario, appena il Covid ha fatto la sua comparsa. A questa competizione (non ancora finita) partecipano soggetti privati-commerciali e pubblici-statuali.

 

coronavirus russia 3

Se per i primi l’arrivo al traguardo significa profitti stratosferici, peraltro in un contesto politico-sociale più favorevole (i no-vax sono uno dei movimenti usciti più indeboliti dalla epifania del Covid);  per i secondi equivale all’ottenimento di un asset strategico che alcuni hanno paragonato – forse esagerando – all’ordigno nucleare nel secondo dopoguerra mondiale.

Se l’efficacia del vaccino russo fosse confermata, è presumibile che osserveremmo una serie di impatti a catena sulle relazioni internazionali che sarebbe troppo lungo elencare qui.

 

Di sicuro porterebbero al rimescolamento delle alleanze a livello mondiale; all’indebolimento ulteriore del livello multilaterale rispetto a quello bilaterale e ad un’ impatto su importanti questioni (vedi sanzioni e prezzo del greggio) o scenari aperti (su tutti Ucraina e Medio Oriente) di vitale importanza per il Cremlino.

coronavirus russia 1

 

Per non dire – scivolando nella fantapolitica – dell’impatto che potrebbe avere sulla competizione elettorale americana un accordo di uno dei due candidati con Mosca per una fornitura preferenziale di massa del vaccino agli Usa.

Ma – questo sì – è argomento prematuro dal quale il ricercatore si sfila con piacere, lasciandolo al giornalista.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…