lavoro messaggero

MA AL “MESSAGGERO” LEGGONO QUELLO CHE SCRIVONO? - NEL PEZZONE A PAGINA 7 PER SPIEGARE LA “FUGA” DAL LAVORO DEI GIOVANI SI LEGGE: I POSTI DI LAVORO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SONO DISPONIBILI, MA IN POCHI VI AMBISCONO. TROPPO BASSO LO STIPENDIO” - NELL’ARTICOLO CHE SEGUE C’E’ L’INTERVISTA AL PRESIDENTE DI FEDERALBERGHI BARNABO’ BOCCA CHE DELIRA: “IN QUESTI DUE ANNI DI CRISI MOLTI LAVORATORI DEL NOSTRO SETTORE HANNO APPROFITTATO DEI CONCORSI PER ENTRARE NEL SETTORE PUBBLICO” - CONTRADDIZIONI EVIDENTI PUR DI NON AMMETTERE CHE I SALARI DA FAME FANNO SCAPPARE I LAVORATORI. E INFATTI BOCCA AMMETTE CHE AI CAMERIERI OFFRONO 1300 EURO (CIOE’ MENO DI QUELLO RICONOSCONO IN FRANCIA E GERMANIA PER LO STESSO LAVORO)

LA PAGINA DEL MESSAGGERO SULLA FUGA DAL LAVORO

1 - ANCHE IL WELFARE FAMILIARE DIETRO LA FUGA DAL POSTO FISSO

Graziella Melina per “il Messaggero”

 

I posti di lavoro nella pubblica amministrazione sono disponibili, ma in pochi vi ambiscono.

Troppo lontana la sede, troppo basso lo stipendio. L'allarme del ministro delle Infrastrutture conferma il paradosso tutto italiano. «Su 320 funzionari di amministrazione che sono stati messi a concorso - ha precisato Enrico Giovannini - una quota consistente ha rinunciato, evitando di prendere servizio a meno che non gli fosse stata indicata una sede al Sud».

 

La questione certo non riguarda solo le motorizzazioni che hanno perso il 50% del personale in 20 anni. I concorsi spesso vanno deserti. Imprenditori e ministri sanno che la questione va risolta al più presto. «C'è da fare un grande lavoro sulla politica dei redditi - ha ribadito ieri il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi - Abbiamo proposto un taglio del cuneo fiscale, un intervento shock da 16 miliardi, così si potrà mettere in tasca agli italiani 1.223 euro per chi ha un reddito di 35mila euro per tutta la vita lavorativa».

 

enrico giovannini foto di bacco (3)

La partita si gioca sul nodo stipendi. «Le competenze più fresche e aggiornate - ha spiegato Vittorio Colao, ministro dell'Innovazione e della Transizione digitale - vanno retribuite per quanto valgono veramente, senza risparmiare sui salari. Gli stipendi reali, soprattutto da noi in Italia, sono ancora troppo bassi».

 

NO AL TRASFERIMENTO

Per gli esperti delle politiche attive, il rifiuto del posto fisso è dunque la conseguenza più evidente delle storture del sistema. Se i giovani non sono disposti ad allontanarsi troppo, spiega Maurizio Del Conte, ordinario di Diritto del lavoro dell'Università Bocconi di Milano, è solo per un calcolo di opportunità. «Con l'aumentare del differenziale del costo di vita tra Nord e Sud - precisa Del Conte - diventa sempre più costoso per una persona spostarsi in un'altra regione. Non dimentichiamo che in passato il divario non era così alto, in più c'era la prospettiva del posto fisso ma con la possibilità del trasferimento. Ora non è più così semplice ritornare nella regione di origine».

STIPENDI BASSI IN ITALIA

 

Gli stipendi bassi, insomma, non lasciano scelta. «Se una persona soprattutto giovane del Sud fa un concorso per esempio per diventare docente di sostegno per un anno in un qualunque paese del Centro Nord - rimarca Andrea Volterrani, sociologo dell'Università Tor Vergata di Roma - con lo stipendio, se va bene, copre appena le spese per l'affitto e le bollette. Solo chi riceve un supporto dai genitori riesce a farcela senza troppo affanno».

domenico de masi

 

Ma se ci si trasferisce e si ha una famiglia da mantenere la situazione diventa insostenibile. «Prima le condizioni di vita dei lavoratori erano disperate, e quindi le persone si spostavano di più - ricorda Volterrani - Ora lontano da casa e senza una rete di supporto pubblico non si può far fronte da soli alle difficoltà quotidiane».

 

LA VITA PRIVATA

Di sicuro, dopo i due anni di emergenza Covid le esigenze di chi cerca un lavoro ormai sono cambiate.

«Le trasformazioni sociali prodotte dalla pandemia hanno avuto effetto non solo in Italia - chiarisce Pasqualino Albi, ordinario di diritto del lavoro dell'Università di Pisa - La tendenza delle persone a rinunciare al lavoro e a dimettersi riguarda anche gli Stati Uniti, oltre che l'Europa. Forse ora c'è un punto di non ritorno, la pandemia in sostanza ha inciso su come si concepiscono le relazioni sociali e le priorità nelle scelte di vita».

 

stipendi

Il mondo del lavoro, spiega Domenico De Masi, professore emerito di sociologia del lavoro dell'Università la Sapienza di Roma, «si è sempre preoccupato di stuzzicare i bisogni quantitativi, quindi il denaro, l'aumento di stipendio e ha sempre trascurato l'introspezione, la convivialità. Ormai i giovani hanno capito che le gratificazioni non sono solo quelle economiche».

 

CARRIERA E INCERTEZZE

A rendere il mondo del lavoro ancora più squilibrato c'è poi il fenomeno sempre più preoccupante del precariato. «Un tempo un giovane sapeva che poteva contare sullo scatto di stipendio, si faceva carriera - ricorda De Masi - Oggi si è assunti per esempio come navigator, per tre anni. Poi però questi giovani si ritrovano senza lavoro come prima». Il posto fisso, dunque, se c'è, però è a tempo determinato.

lavoro precario 6

 

«Molto spesso le posizioni bandite per esempio in occasione del Pnrr - spiega Del Conte - sono di supporto al personale, ma non ci sono percorsi di carriera chiari. Non si capisce, infatti, quale sarebbe poi il punto di arrivo e gli sviluppi successivi». Quindi, «invece di stupirci quando osserviamo il fenomeno delle rinunce - suggerisce Albi - dovremmo metterci nella prospettiva di un giovane che ha l'esigenza di guadagnare e guardare al proprio futuro. Noi saremmo in grado di accettare un lavoro che prevede un impegno forte, poco retribuito e senza una prospettiva?».

 

bernabo bocca foto di bacco

2 - BERNABO’ BOCCA: «OFFRIAMO 1.300 EURO AI CAMERIERI MA GLI HOTEL NON TROVANO NESSUNO»

Francesco Bisozzi per “il Messaggero”

 

«Negli hotel mancano circa 100mila addetti, tra camerieri, facchini e receptionist. Risultato? Gli albergatori che hanno carenza di personale sono costretti a rinunciare alle prenotazioni e ad affittare solo il 70 per cento delle camere che hanno a disposizione». Lancia l'allarme il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.

 

camerieri 1

«Colpa delle prestazioni di sostegno al reddito, dal reddito di cittadinanza alla Naspi, e del lavoro nero», sottolinea l'imprenditore. Non solo. Se si faticano a trovare i lavoratori del turismo è anche perché, spiega Bocca, c'è stata una fuga verso il pubblico: «Dopo due anni di Covid e di cassa integrazione in molti hanno approfittato dei concorsi per trovare lavoro nella Pa, dove almeno lo stipendio è garantito».

 

Le aziende del settore faticano a trovare stagionali. Cosa sta succedendo?

«Non si spiega. In un Paese in cui si registra un tasso di disoccupazione del 10 per cento è paradossale che non si trovino persone disposte a lavorare. Non sono in difficoltà solo gli alberghi, ma anche ristoranti e negozi. Si fa difficoltà a reperire camerieri, facchini, receptionist. Nel complesso sono circa 300mila i posti scoperti, di cui 90mila negli hotel. Non è solo colpa del reddito di cittadinanza, ma è chiaro che il sussidio dei Cinquestelle è un disincentivo al lavoro».

lavoro precario 5

 

Ci spieghi meglio.

«La carenza di personale nel settore del turismo dipende a mio avviso da un insieme di fattori. La bonus economy e il reddito di cittadinanza rappresentano uno di questi fattori. Ma anche il sommerso incide: ai percettori del reddito di cittadinanza o della Naspi basta fare qualche lavoretto in nero per riuscire ad arrivare a fine mese. Servono più controlli».

 

E poi?

camerieri 2

«In questi due anni di crisi molti lavoratori del nostro settore si sono reinventati. In tanti hanno approfittato dei concorsi per entrare nel settore pubblico, dove avevano la sicurezza dello stipendio. Magari hanno anche accettato di guadagnare qualcosina in meno pur di avere più garanzie».

 

Ma un cameriere o un facchino quanto guadagna al mese in un albergo di medie dimensioni?

«Parliamo di 1.300 euro netti al mese in media. Una cifra che prima del reddito di cittadinanza avrebbe fatto gola a molti».

 

Anche la pandemia potrebbe avere inciso, non crede?

«La pandemia ho tolto motivazioni e cambiato le priorità delle persone. Questo è indubbio. Ma a fine mese tutti noi dobbiamo pagare le bollette».

 

BERNABO' BOCCA FEDERALBERGHI

Il ministro Massimo Garavaglia ha proposto di lasciare il 50 per cento del reddito di cittadinanza a chi accetta un lavoro stagionale. È d'accordo?

«Penso che bisogna intervenire sulla misura, ma non trovo giusto che si versi il sussidio a chi lavora. A chi accetta di fare lo stagionale per tre mesi sospenderei il reddito di cittadinanza per il periodo in cui lavora, per poi riattivarlo quando sta fermo».

 

Gli albergatori che non hanno personale a sufficienza come si comportano?

«Sono costretti a occupare solo una parte delle camere. Chi non ha abbastanza camerieri si accontenta di dare ai clienti il 70 per cento delle stanze».

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...