favela jacarezinho rio de janeiro

RIO DE JANEIRO, SANGUE E PALLOTTOLE - IL BLITZ DELLA POLIZIA NELLA FAVELA JACAREZINHO SI TRASFORMA IN UNA STRAGE: 25 MORTI - DEI 21 RICERCATI NE RESTANO VIVI 3 - AMNESTY: "E' IL PIU' GRANDE MASSACRO MAI COMPIUTO DAGLI AGENTI A RIO" - SECONDO ALCUNI TESTIMONI LA CARNEFICINA AVREBBE PRESO IL VIA COME RAPPRESAGLIA DOPO L'UCCISIONE DI UN AGENTE MA LA POLIZIA RESPINGE LE ACCUSE...

Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera”

 

Morti nella Favela Jacarezinho

 

La favela di Jacarezinho, con i suoi 37.000 residenti ufficiali, è la seconda più grande baraccopoli di Rio de Janeiro.

 

E oltre a essere considerata la più «nera», ha fama di essere anche una delle più violente del Brasile. La base da cui opera il famigerato Comando Vermelho, il più potente cartello del narcotraffico brasiliano.

 

Rio de Janeiro Favelas

Ma quello che è accaduto giovedì all'alba nei vicoli e nelle povere case della favela, racconta chi ci vive, non si era visto mai. L'operazione lanciata dalla polizia, a seguito di una denuncia per adescamento di minori costretti a compiere omicidi e furti, si è conclusa con 25 morti, tra cui un agente colpito da una pallottola alla testa. Nel raid sono rimasti feriti anche due passeggeri della metropolitana che attraversa la favela.

 

I numeri, in questo caso, contano. Su un totale di 21 mandati di arresto, solo tre sarebbero stati portati a termine. Gli altri ricercati sono morti o scappati. Alcuni video mostrano uomini pesantemente armati in fuga sui tetti.

 

 

Morti nella Favela Jacarezinho

Ma circolano anche diverse immagini di cadaveri nelle case e in strada. In una foto, i poliziotti portano via un corpo avvolto in un lenzuolo bianco, cancellando così prove sostanziali per l'indagine giudiziaria sul tragico esito dell'operazione, chiesta ieri sia da molti politici d'opposizione sia dall'Alto Commissario Onu per i diritti umani che si è detto «profondamente turbato dalle uccisioni».

 

Per circa nove ore, la favela è stata blindata nel terrore. Chiuse le scuole e i centri di vaccinazione anti Covid, i residenti si sono barricati nelle abitazioni. Secondo alcuni testimoni, la carneficina avrebbe preso il via, come rappresaglia, dopo l'uccisione dell'agente. I poliziotti avrebbero sparato a uomini disarmati senza dar loro neppure il tempo di arrendersi, «vere e proprie esecuzioni», ha denunciato un abitante della favela.

 

Morti nella Favela Jacarezinho

Rio de Janeiro Favelas

«È il più grande massacro mai compiuto dagli agenti a Rio de Janeiro», ha denunciato Amnesty International. «La Corte suprema federale brasiliana ha sospeso le operazioni di polizia negli slum della città il 5 giugno 2020, ma il governatore di Rio (alleato di Bolsonaro, ndr ) ha sistematicamente omesso di conformarsi a tale decisione».

 

Da parte sua la polizia respinge l'accusa di aver voluto compiere una strage per vendetta: «Non agiamo per emozione. È stata un'operazione molto ben pianificata, che ha rispettato tutti i protocolli ed è stata il risultato di dieci mesi di indagini», ha detto il commissario Rodrigo Oliveira. «I criminali reclutavano i figli dei lavoratori e proibivano loro persino il diritto di avere relazioni sentimentali». Segue la descrizione del Comando Vermelho: «Struttura bellicosa di soldati equipaggiati con fucili, granate, giubbotti antiproiettile».

Morti nella Favela JacarezinhoManifestazione Jacarezinho

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…