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BYE BYE THERESA MAY – LE ORE FINALI DELLA PREMIER BRITANNICA: O SI DIMETTE O IL PARTITO LA SFIDUCIA (MA LE DIMISSIONI POTREBBERO ARRIVARE DOPO LA VISITA DI TRUMP IL 5 GIUGNO) – I CONSERVATORI AFFOSSANO LA MAY, CHE AVEVA APERTO ALL’IPOTESI DI UN SECONDO REFERENDUM SULLA BREXIT: I 'TORY' NON LA VOGLIONO PIU' VEDERE NEANCHE IN CARTOLINA – LA GRAN BRETAGNA HA VOTATO PER LE EUROPEE: IL ‘BREXIT PARTY’ DI NIGEL FARAGE SI PREPARA A UNA VITTORIA STORICA

Luigi Ippolito per corriere.it

 

may

Sono le ultime ore di Theresa May alla guida del governo britannico. La premier potrebbe annunciare già oggi le sue dimissioni, o farlo al massimo entro lunedì, quando saranno resi noti i risultati delle elezioni europee. Ma il suo destino è ormai compiuto: non ha più nulla da offrire al suo partito e tantomeno al Paese.

 

Quella di ieri è stata un’altra giornata drammatica. La May sembrava determinata a resistere: «Ha messo il divano contro la porta di Downing Street», chiosava un alto esponente conservatore. Ma poi è stata costretta a venire a patti con la realtà: e ha rinunciato a rendere oggi pubblico il nuovo testo di accordo sulla Brexit, che la premier avrebbe voluto far votare in Parlamento nella prima settimana di giugno.

 

È questo il casus belli: martedì la May aveva annunciato che avrebbe aperto la strada all’ipotesi di un secondo referendum, nella speranza di raccogliere fra i laburisti quei consensi necessari a far passare l’accordo, osteggiato da tanti conservatori. Ma la mossa ha scatenato la rivolta nel suo stesso partito di governo: e la ribellione si è estesa dal gruppo parlamentare ai ranghi dell’esecutivo, tanto che nella serata di mercoledì si è dimessa Andrea Leadsom, ministra per i Rapporti col Parlamento.

THERESA MAY IN LACRIME IN AUTO

 

 

È stato il colpo fatale, perché ieri sembrava che altri ministri fossero sul punto di seguirla. Il titolare degli Interni, Sajid Javid, e quello degli Esteri, Jeremy Hunt, si sono presentati a Downing Street per convincere la premier a fare marcia indietro: e lei alla fine ha accettato di riscrivere l’accordo, nella speranza di placare gli animi dei rivoltosi.

 

Il suo destino sarà deciso oggi, quando incontrerà i capi del gruppo parlamentare: che le diranno di annunciare una data per le dimissioni, altrimenti dovrà affrontare una mozione di sfiducia. Ci sarebbero addirittura pressioni sul marito della May, che è il suo più fidato consigliere, perché convinca la moglie a farsi da parte ed evitare una cacciata ancora più ingloriosa.

theresa may alla camera dei comuni 1

 

La premier non si rassegna ad accettare il fatto che il suo mandato è stato fallimentare: il suo unico compito era portare a termine la Brexit, e non ci è riuscita. L’accordo che ha negoziato con Bruxelles è stato bocciato tre volte dal Parlamento e l’ultimo, maldestro tentativo di ridefinirlo è stato un boomerang: la May non ha più alcuna autorità da spendere e non può fare altro che passare la mano.

 

Una necessità avvertita con ancora più urgenza dai conservatori sullo sfondo del voto europeo, che si preannuncia come un disastro per il partito di governo. Quando i risultati saranno annunciati domenica sera, i conservatori subiranno una sconfitta storica per mano del neonato Brexit Party di Nigel Farage. Tanta parte dell’opinione pubblica rimprovera alla May di aver sabotato, per volontà o per incompetenza, l’uscita dall’Unione europea: e ha dunque deciso di punirla sostenendo chi propone un divorzio senza compromessi. È per questo che i conservatori sperano di poter risollevare al più presto le loro sorti affidandosi a un leader carismatico, magari come Boris Johnson.

THERESA MAY

 

Lo psicodramma in corso tra Westminster e Downing Street ha fatto quasi passare in secondo piano la giornata di votazioni. Che è stata ulteriormente offuscata dalle proteste di centinaia di cittadini europei che si sono visti negare il diritto di voto ai seggi: gli europei residenti potevano infatti scegliere di votare per gli eurodeputati britannici, ma tantissimi non sono stati inseriti in tempo nelle liste elettorali. Le autorità hanno dato la colpa al fatto che le elezioni sono state organizzare all’ultimo momento: ma la rabbia era comunque tanta.

CORBYN DA' DELLA STUPIDA A THERESA MAYBATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKERBATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKERBATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKER

 

theresa may a berlino 5theresa may a berlino 4faragenigel farage colpito da un milkshake 4

 

theresa may a berlino 8

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