matteo salvini

“LA PRIMA PROPOSTA CHE LA LEGA PORTERÀ IN CONSIGLIO DEI MINISTRI SARÀ UN NUOVO DECRETO SICUREZZA CON L'IMPEGNO A ZERO CLANDESTINI IN GIRO PER IL NOSTRO PAESE” – UNO SBARBATO SALVINI INAUGURA LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE LI’ DOVE L’AVEVA FERMATA: SULL’IMMIGRAZIONE - IL TRUCE PROMETTE “PACE FISCALE TRA GLI ITALIANI E EQUITALIA”, RILANCIA LA FLAT TAX, E AVVERTE CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA “VA DATO SOLO A CHI NON PUÒ LAVORARE” – SONO GLI STESSI TEMI DEL 2018. E IL PNRR? LA RECESSIONE? I BASSI SALARI? LA LOTTA ALLA POVERTA’?

Gabriele Guccione per il “Corriere della Sera”

 

MATTEO SALVINI A DOMODOSSOLA

Il Capitano è tornato. E questa volta senza barba: «Non la tagliavo da dieci anni, domani parleranno solo di questo». Bermuda blu, camiciotto di lino beige, scarpe di tela bianca. E poi gli immancabili selfie con i simpatizzanti. Matteo Salvini inaugura così la sua campagna elettorale. Lo fa alla festa della Lega di Domodossola, in questa propaggine estrema di Piemonte che da sempre guarda più alla Svizzera che all'Italia, dove quaranta anni fa nacque uno dei primi movimenti autonomisti poi confluito nel partito di Umberto Bossi: «Se siamo qui è grazie a lui».

 

Era accaduto anche nel settembre del 2019, dopo lo strappo del Papetee e la fine del governo gialloverde: Salvini inaugurò qui, alla «Prateria», il ritorno all'opposizione. «Sembri un ragazzino», scherza una militante, quando vede il leader sbarbato che stringe le mani agli addetti alla griglia, a quelli che stanno alla cassa e al bar. «È una scommessa che avevo fatto con il mio amico Silvio - chiarisce -, e ora ne faccio un'altra: tra due mesi andrà al governo uno senza barba e con i pantaloni corti».

MATTEO SALVINI A DOMODOSSOLA

 

È il primo comizio di Salvini dopo la caduta dell'esecutivo Draghi che lui stesso aveva contribuito a far nascere e al quale alla fine ha voluto staccare la spina. «Stare 18 mesi al governo con Lamorgese e Speranza è stata - dice - una fatica inenarrabile». Il bagno tra il popolo delle feste estive, come ai vecchi tempi, non era previsto fino all'altroieri, quando dallo staff di via Bellerio è arrivata la notizia: ci sarà Matteo. L'attesa per il comizio è tanta, anche se questa volta arriva in una fase di arretramento nei consensi.

 

«Vai Teo! Forza Capitano!», è il coro che lo accoglie sotto il tendone bianco della kermesse. «Siamo un partito del popolo, in mezzo al popolo e con il popolo sempre e comunque», assicura il capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari.

Dal palco - su cui sale dopo aver cenato a base di alette di pollo, salamelle e costine con i parlamentari e i consiglieri regionali piemontesi - Salvini scalda gli animi in vista dei prossimi 60 giorni di campagna elettorale: «Il sondaggio vero per il 25 settembre è questo, e ci scommetto un caffè: vince il centrodestra con la Lega primo partito».

MATTEO SALVINI A DOMODOSSOLA

 

Una sfida lanciata prima di tutto alla alleata-rivale Giorgia Meloni. Il Capitano vuole tornare quello di un tempo e si aggrappa, ricordando Bossi e dando appuntamento a Pontida, ai temi che da sempre stanno a cuore ai leghisti: il no alla cannabis libera («La droga è morte e la combatterò sempre»), il no alla «cittadinanza facile» («Va meritata»), il no all'utero in affitto («Vergogna»), il no all'immigrazione clandestina.

 

«La prima proposta che la Lega porterà in Consiglio dei ministri sarà un nuovo decreto sicurezza con l'impegno - assicura - a zero clandestini in giro per il nostro Paese. Stop barconi e subito tornare a casa».

 

Poi però Salvini traccia le linee dei primi cento giorni di un eventuale suo governo: promette «una grande pace fiscale tra gli italiani e Equitalia», rilancia i temi delle pensioni e della Flat tax, avverte che il reddito di cittadinanza «va dato solo a chi non può lavorare», si dice a favore del «nucleare pulito e sicuro». Il leader della Lega dà anche la sua versione sulla caduta dell'esecutivo di unità nazionale: «Abbiamo detto a Draghi: rimani senza i 5 Stelle. Ha risposto no. E la regia è stata del Pd, specialista nel perdere le elezioni e andare lo stesso al governo».

MATTEO SALVINI A DOMODOSSOLA

 

In due giorni Salvini è tornato a vestire i panni di leader popolare e popolano. «Tra poco finisco - scherza dopo aver parlato per quasi un'ora e mezza - perché ho già perso due chili, io sudo... sì, io sudo, non sono mica come quelli del Pd che non sudano mai. Pensandoci, non ho mai visto Letta sudato...». La macchina della campagna elettorale si è messa in moto. Anche i meme sui social si sono moltiplicati nelle ultime ore. La voglia di acchiappare click (e voti) è tanta. E gli avversari hanno nomi e cognomi. Ora però Salvini dovrà anche recuperare il consenso di un tempo. Facendosi bastare due mesi. «Vi aspetto a Pontida il 18 settembre» chiude .

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)