antonio conte

CHAMPIONS INTER-ROTTA - CONTE FA RICCA LA JUVE: SOLO DALLA QUALIFICAZIONE AGLI OTTAVI DI FINALE, L’INTER AVREBBE CONSEGUITO UN PREMIO DI 9,5 MILIONI (SI ALZA LA QUOTA DEL MARKET POOL DESTINATA A JUVENTUS, LAZIO E ATALANTA) – TUTTI I NUMERI DEL FLOP: NON RIMANERE NEMMENO IN EUROPA LEAGUE NON SARÀ D’AIUTO PER LE CASSE NERAZZURRE. RIMANE ORA SOLO LA CORSA SCUDETTO PER EVITARE CHE LA SECONDA (E FORSE ULTIMA) ANNATA DEL CONTE NERAZZURRO SI CONCLUDA CON UN FIASCO COLOSSALE...

Matteo Spaziante per calcioefinanza.it

 

ANTONIO CONTE

Nessuna squadra italiana era mai stata eliminata tre volte consecutive alla fase a gironi di Champions League. L’impresa al contrario è riuscita all’Inter, capace di mettere in fila tre flop, uno dietro l’altro (quattro volendo aggiungere anche quella in Europa League nel 2016/17 con De Boer, Vecchi e Pioli in panchina), e di autoeliminarsi sbattendo sullo Shakhtar Donetsk senza nemmeno doversi preoccupare di eventuali biscotti, visto che il Real Madrid ha fatto il suo dovere battendo il Borussia Monchengladbach.

 

Quel posto in Champions League tanto voluto e rincorso nell’era Spalletti prima e Conte poi ora si trasforma in un addio totale all’Europa già a dicembre, senza riuscire a centrare quegli ottavi che mancano dal 2011/12.

 

Un flop europeo, quello di Conte, che è prima di tutto sportivo, ma in seconda linea anche economico, senza nemmeno il cuscinetto dell’Europa League che nella scorsa stagione si era trasformato anche nella rincorsa del primo titolo per Suning, corsa conclusasi tuttavia con la delusione nella finale con il Siviglia.

antonio conte

 

Certo, resta la corsa scudetto dopo il secondo posto della passata stagione. Eppure, gli investimenti per far meglio anche in Europa non sono mancati, anzi. Basta sfogliare il bilancio al 30 giugno 2020 per capire quale sia stato l’impatto dell’arrivo di Conte, partendo dal mercato.

 

 

Nelle ultime due stagioni infatti l’Inter ha acquistato:

·       Romelu Lukaku, 67,2 milioni;

·       Achraf Hakimi, 40,5 milioni;

·       Nicolò Barella, 40,0 milioni;

·       Christian Eriksen, 26,9 milioni;

·       Valentino Lazaro, 21,0 milioni;

·       Stefano Sensi, 20 milioni (+3 milioni di prestito);

·       Diego Godin, 3,5 milioni;

·       Matteo Darmian, 2,5 milioni;

·       Ashley Young, 1,7 milioni;

·       Aleksandar Kolarov, 1,5 milioni.

ANTONIO CONTE

Il tutto senza considerare, ad esempio, i prestiti di Biraghi e Moses nel corso della stagione 2019/20 e l’acquisto a 0 di Alexis Sanchez dal Manchester United. E, soprattutto, senza perdere giocatori fondamentali, fatta eccezione per Mauro Icardi: nelle ultime due stagioni hanno lasciato l’Inter i vari Godin, Candreva, Politano, Joao Mario, Asamoah, Borja Valero, Dalbert, Gabigol, alcuni dei quali non ancora a titolo definitivo. In sostanza, la struttura di una squadra che era già arrivata quarta in Serie A, seppur tra mille difficoltà, nelle due stagioni con Luciano Spalletti, con ulteriori investimenti per quasi 230 milioni nelle successive due stagioni.

 

antonio conte

L’impatto si è visto già sui conti al 30 giugno 2020: i compensi contrattuali dei calciatori sono diminuiti rispetto al 2018/19 da 118 a 114 milioni, ma solo per una “diminuzione dovuta alla contabilizzazione pro-rata temporis degli stipendi del medesimo a seguito della proroga della stagione sportiva 2019/2020 fino alla data del 31 agosto 2020 in seguito ai provvedimenti emanati dagli organismi federali in contrasto alla diffusione della pandemia Covid-19”, scrive l’Inter nel bilancio.

 

“Il costo del personale tesserato è stato invece contabilizzato per intero fino alla mensilità di febbraio 2020 ed il costo residuo è stato riparametrato sulla durata residua della stagione sportiva prorogata al 31 agosto 2020“, si legge sempre nel bilancio. In sostanza, quindi, l’aumento degli ingaggi si rifletterà in parte sul bilancio 2021: d’altronde, al 31 marzo 2020 gli stipendi dei calciatori erano aumentati a 91,9 milioni dei euro, dagli 87,3 milioni del 31 marzo 2019.

 

E lo stesso si può dire per quanto riguarda i compensi degli allenatori. Al 31 marzo 2020, infatti, i compensi per allenatori e staff erano pari a 19,7 milioni, rispetto ai 12,4 milioni del 2019: al 30 giugno 2020, invece, erano pari a 23,5 milioni, rispetto ai 16,7 milioni del 20 giugno 2019, con una crescita del 41%.

 

antonio conte

Se sugli stipendi c’è da considerare l’effetto Covid che sposterà l’impatto dei costi nel bilancio 2021, altrettanto non si può dire invece degli ammortamenti. Ammortamenti che nel corso del 2019/20 sono cresciuti in maniera importante per effetto dei “notevoli investimenti effettuati durante le sessioni di calciomercato del corrente esercizio”, come scriva la stessa Inter, passando da 84,7 a 120,2 milioni con un aumento del 42%.

 

Anche volendo considerare solo i compensi registrati a bilancio al 30 giugno 2020, l’Inter di Conte pesava a bilancio per 257,7 milioni di euro (compensi allenatori compresi), contro i 219 milioni dell’Inter di Spalletti nel 2018/19. Una differenza di costi che in Serie A ha avuto il suo impatto: ognuno degli 82 punti nel 2019/20 è costato 3,14 milioni di costi legati alla squadra, contro i 3,17 milioni di ciascuno dei 69 punti del campionato 2018/19.

antonio conte

 

Un rendimento simile, quindi, ma con due risultati finali diversi. Cosa che invece non è accaduta in Champions League, dove il flop di Conte si è fatto sentire finora con peso decisamente maggiore.

 

antonio conte inter bologna

Guardando sempre al lato economico, l’Inter di Conte è stata eliminata nel 2019/20 dal Borussia Dortmund: i gialloneri nel 2019/20 hanno avuto costi per il personale tesserato pari a 143 milioni e ammortamenti per 92,1 milioni per un totale di 235 milioni, contro i 163 milioni di costo del personale tesserato e 120 milioni di ammortamenti dell’Inter, per un totale di 283 milioni.

 

antonio conte

Nel 2020/21, la diretta avversaria è stata il Borussia Moenchengladbach: anche ipotizzando i costi per entrambe rimangano identici all’ultimo bilancio presentato, i tedeschi nell’anno solare 2019 hanno speso 110 milioni tra ammortamenti (41,4 milioni) e costo del personale allargato (68,6 milioni), contro i 301 milioni dell’Inter tra ammortamenti (120 milioni) e costo del personale allargato (181 milioni). Un delta importante, che non ha avuto effetti tuttavia in campo.

 

Risultati in campo che hanno anche effetto negativo dal punto di vista dei ricavi, in termini di mancati premi Uefa. L’Inter, nonostante l’eliminazione, incasserà comunque almeno 50 milioni circa (contro i circa 60 milioni del 2019/20, di cui circa 45 inseriti nel bilancio al 30 giugno), di cui 37,6 milioni senza considerare il market pool:

antonio conte

·       14,5 milioni come bonus qualificazione ai gironi;

·       17,7 milioni dal ranking decennale/storico;

·       5,4 milioni come bonus prestazioni.

 

Ma è proprio quest’ultima voce in cui l’effetto Conte non si è sentito, nel confronto con il recente passato:

·       Spalletti 2018/19: 7,2 milioni (2 vittorie, 2 pareggi)

·       Conte 2019/20: 6,3 milioni (2 vittorie 1 pareggio)

·       Conte 2020/21: 5,4 milioni (1 vittoria 3 pareggi)

Nessuno dei due tecnici ha centrato i 9,5 milioni di bonus derivanti dalla qualificazione agli ottavi, seppur Conte nel 2019/20 sia riuscito quantomeno a pareggiare il mancato introito raggiungendo la finale di Europa League (10 milioni senza considerare il market pool).

 

antonio conte

Tuttavia, la necessità, in una stagione come questa in cui la chiusura degli stadi e l’effetto Covid si stanno facendo sentire con maggiore pressione, era quella di andare avanti anche per garantirsi liquidità importante. E non rimanere nemmeno in Europa League non sarà certamente d’aiuto per le casse nerazzurre.

 

antonio conte

Rimane ora solo la corsa scudetto per cambiare radicalmente il giudizio della stagione: vincere per tornare ad alzare un trofeo, interrompere il dominio della Juventus ed evitare che la seconda (e forse ultima) annata dell’era Conte in nerazzurro si concluda con un flop totale.

antonio conte foto mezzelani gmtantonio conteantonio conte foto mezzelani gmt03antonio conteantonio conte zhangANTONIO CONTEantonio conte marottaIL MURO DEL PIANTO DI ANTONIO CONTEantonio conte foto mezzelani gmt04conte lukakulukaku interINTER LUKAKUantonio conteantonio conte foto mezzelani gmt02lukakuantonio conte

 

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI - LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO