miozzo movida

“SERVIREBBE IL LOCKDOWN NAZIONALE MA NON POSSIAMO PIÙ FARLO” - IL COORDINATORE DEL CTS, AGOSTINO MIOZZO: “DOPO UN ANNO COSÌ, È CHIARO CHE IL PAESE SIA IN GRANDE SOFFERENZA. IN ALCUNE CATEGORIE SONO ALLA DISPERAZIONE. ECCO PERCHÉ SONO STATE IMMAGINATE DECISIONI DURE PERÒ CERCANDO DI CONVIVERE CON LA PANDEMIA - L'IMMUNITÀ DI GREGGE NON ARRIVERÀ PRIMA DELLA FINE DELL'ESTATE, INIZIO AUTUNNO - DOVREMO CONVIVERE ANCORA CON IL COVID FORSE PER QUALCHE ANNO”

Cristiana Mangani per “il Messaggero”

 

Assembramenti incontrollati, curva dell' epidemia in salita, davanti ai quali il Comitato tecnico scientifico lancia l' allarme: «Serve un nuovo giro di vite». Agostino Miozzo, medico e coordinatore del Cts, analizza la situazione e considera: «La cosiddetta immunità di gregge non arriverà prima della fine dell' estate, verso l' autunno. Per questo è fondamentale non abbassare la guardia».

 

agostino miozzo

Dottor Miozzo, a giudicare dalle immagini dell' ultimo fine settimana, gli italiani tollerano sempre meno le restrizioni, nonostante i contagi crescano. Dove si sta sbagliando?

«Io non credo che l' Italia stia sbagliando qualcosa, sono state fatte in Europa scelte diverse. Noi abbiamo imposto precise restrizioni che non hanno certamente eliminato la pandemia, ma ci hanno fatto comprendere ancora meglio quanto siano efficaci per contrastare il virus, come è ovvio che sia. E infatti, le regioni che hanno avuto le restrizioni maggiori hanno visto un calo significativo dell' incidenza della malattia, le regioni che hanno avuto restrizioni meno importanti - il Veneto è un caso tra tutti - hanno avuto una incidenza che è rimasta molto elevata».

giuseppe conte agostino miozzo

 

Eppure il Veneto era zona gialla, nonostante l' aumento dei casi.

«La questione del Veneto con i suoi 450 casi su 100 mila per settimana ci fa dire che se non si bloccava questa incidenza avremmo affrontato l' impegno della più grande vaccinazione della nostra storia in estrema sofferenza, e non ce lo possiamo permettere. È per questo che sono state introdotte misure che hanno rivisto i parametri, con la riduzione dell' Rt. Il Veneto è una sorta di paradosso dell' eccellenza, ha lavorato bene, hanno strutture sanitarie funzionanti, e questo gli ha consentito di restare in giallo, ma lo ha penalizzato nel contagio. Così lo stesso governatore Zaia ha chiesto di passare in zona arancione, con una scelta molto coraggiosa».

IN LOCKDOWN SENZA FARE NIENTE

 

Usare la manica larga dunque non aiuta, e si attende l'ondata del dopo Natale.

«Ce la aspettiamo per la fine della prossima settimana. Purtroppo, però, qui c' è la considerazione drammatica alla quale ormai siamo arrivati dopo un anno di restrizioni larghe, strette, di provvedimenti rigorosi e meno rigorosi. E cioè che, dopo un anno così, è chiaro che il paese sia in grande sofferenza. In alcune categorie sono alla disperazione: spettacolo, turismo, ristorazione, sport. Quindi, pur rendendoci conto che ovviamente la soluzione migliore sarebbe quella che abbiamo preso a marzo-aprile, ovvero il lockdown totale e nazionale, non possiamo più farlo.

 

primo giorno di lockdown a milano 1

Ecco perché sono state immaginate decisioni dure, severe, restrittive, attraverso nuovi parametri che tentano di aiutarci ad abbassare l' incidenza, però cercando di convivere con la pandemia, e soprattutto facendo in modo che alcuni settori della vita economica e sociale del paese possano riprendere».

 

Che tempi si prevedono per tornare a una vita normale?

«L' immunità di gregge non arriverà prima della fine dell' estate, inizio autunno. I 30 milioni potenziali di vaccinati in quel periodo - secondo quanto ha riferito il commissario straordinario Arcuri - potranno mettere in sicurezza le categorie a rischio. Dovremo convivere ancora con il Covid forse per qualche anno. Anche se la vaccinazione ci consentirà di non provare più la paura che ci sta facendo adesso».

protesta contro le misure anti covid a firenze 18 91

 

In questi giorni di relativa libertà è tornata la movida, come contrastare gli assembramenti?

«È evidente che da me non verrà alcuna giustificazione rispetto a comportamenti scorretti come quelli che abbiamo visto. Però la repressione, in questo caso, non serve. Preoccupa più il fenomeno di aggregazione che non si vede, quello nelle case, lontano da occhi indiscreti, che non quello di qualche migliaio di ragazzi nelle zone dei locali. A me viene sempre in mente che rivolgersi solo alla valutazione di tipo repressivo è sbagliato, non fai altro che stimolare i comportamenti derivanti da condizioni di proibizionismo».

 

E allora come intervenire?

lockdown

«Serve una comunicazione mirata ai giovani. Ci sono stati tentativi che hanno funzionato benissimo, come quello di Ferragni-Fedez, dobbiamo ritornare a farli. I ragazzi non leggono i giornali né guardano la televisione, bisogna parlare la loro stessa lingua per farsi capire. Sono lontani dalla scuola da quasi un anno. Gli imponi la Dad, gli imponi di non vedersi, a Capodanno non si può festeggiare, qualcosa gli devi far fare. È necessaria una buona comunicazione, ma anche il ritorno a scuola, compresa l' università. Tutti luoghi dove sanno bene come spiegare cosa è questo virus. Anche perché, se chiudi la scuola, non puoi lasciare aperto il centro commerciale e sperare che i ragazzi lo accettino».

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…