TIM, BUM, BAM! – PERCHÉ CONTE NEL MEZZO DELLA PIÙ GRANDE EMERGENZA DAL DOPOGUERRA HA TROVATO IL TEMPO PER CHIAMARE GUBITOSI DURANTE IL CDA DI TIM, CONGELANDO L’INTESA CON KKR? – L’AD DI TIM SAREBBE STATO INCORAGGIATO AD ANDARE AVANTI CON IL FONDO DA FRACCARO, TANT’È CHE HA RINTUZZATO LE PRESSIONI DI GUALTIERI E PATUANELLI – LA GRANA OPEN-FIBER, IL PROBLEMONE DI BOLLORÉ E IL FASTIDIO DEGLI AMERICANI PER L’INTROMISSIONE DEL GOVERNO…

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gubitosi tim gubitosi tim

IL FONDO KKR (PORTATO DA GUBITOSI) OFFRE 1,8 MILIARDI PER IL 38% DELLA RETE FISSA DI TELECOM (FIBERCOP) - L'AD È RIUSCITO A PORTARE A BORDO ANCHE FASTWEB. L'IMPEGNO È A PARTECIPARE ALLA CREAZIONE DI UN'UNICA RETE IN FIBRA, E KKR SAREBBE INTERESSATA ANCHE ALLA QUOTA DI OPEN FIBER IN MANO A ENEL. COSÌ IL FONDO AMERICANO AVREBBE UN RUOLO CHIAVE NELLE TELECOMUNICAZIONI ITALIANE

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/fissa-rete-fondo-kkr-portato-gubitosi-offre-miliardi-243357.htm

 

riccardo fraccaro riccardo fraccaro

''PRONTO? SO' IO'' - SI È MAI VISTO UN PREMIER CHIAMARE L'AD DI UNA SOCIETÀ PRIVATA NEL PIENO DI UN CDA MOLTO DELICATO? CONTE IERI SI È COLLEGATO CON GUBITOSI PER PER STOPPARE L' OFFERTA VINCOLANTE RICEVUTA DAL FONDO AMERICANO KKR E SPINGERE IL PIANO SULLA BANDA LARGA UNICA - L'OBIETTIVO È FAR COMPRARE A CDP UNA ''QUOTA SEGNAPOSTO'' NELLA NEWCO

giuseppe conte con angelo maria perrino la piazza di affaritaliani 1 giuseppe conte con angelo maria perrino la piazza di affaritaliani 1

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/39-39-pronto-so-39-io-39-39-si-mai-visto-premier-243909.htm

 

Dagoreport

Il governo Conte considera il controllo della rete unica un fattore strategico. E questo si è capito anche e soprattutto dall’irrituale telefonata dell’avvocato di Padre Pio (tutto) durante il cda di Tim della scorsa settimana. Perché il premier nel mezzo dell’emergenza più grande dal dopoguerra ha trovato il tempo per intromettersi negli affari di un’azienda privata?

 

riccardo fraccaro riccardo fraccaro

Ufficialmente per chiedere di congelare al 31 agosto l’intesa tra l’ex monopolista e il fondo americano Kkr sulla rete secondaria, cioè il tratto finale della rete che porta la linea dentro casa, fatto veicolare su “Fibercop” (a cui partecipa anche Fastweb).

 

Conte però vorrebbe prima creare un’unica rete di nuova generazione, come ci tiene a specificare spesso, per ultimo all’evento di Affaritaliani in Puglia: “Occorre la Rete Unica, siamo determinati, abbiamo le idee chiare e dobbiamo realizzarla in pochi anni. Sono convinto che entro la fine del mese ci sarà la definizione del percorso, in cui c'è anche il 5G”.

 

Il problema è che Gubitosi sarebbe stato incoraggiato ad andare avanti con le trattative dal sottosegretario Riccardo Fraccaro, che avrebbe rassicurato l’ad sul suo futuro da manager anche dopo il probabile ingresso di Cdp nella newco.

 

gualtieri conte patuanelli gualtieri conte patuanelli

Gualtieri e Patuanelli erano e sono contrari all’idea di Gubitosi, e per questo hanno inviato una lettera al cda di Tim per congelare l’intesa con Kkr.

 

A questa lettera l’ad avrebbe risposto rivendicando la propria autonomia in quanto amministratore di una società privata, finché Conte non ha alzato il telefono chiedendo ufficialmente lo stop.

LOGO KKR LOGO KKR

 

 

Uno stop che probabilmente sarà rinnovato e allungato anche dopo agosto, se non si riuscirà a trovare una soluzione, facendo indispettire ancora di più gli americani, che avevano ricevuto il via libera da Gubitosi, e lo avrebbero rassicurato sul fatto che sarebbe rimasto lui al volante.

 

 

fabrizio palermo foto di bacco (3) fabrizio palermo foto di bacco (3)

Ma cosa vuole Tim? Come scrivono oggi sul “Fatto” Fiorina Capozzi e Gaia Scacciavillani “l' ex monopolista vorrebbe retrocedere la sua rete, collaborare sui nuovi investimenti con Open Fiber, che fa capo a Enel e Cassa Depositi e Prestiti, ma anche continuare ad avere il controllo del network”.

 

open fiber open fiber

E qui arriviamo al nodo Open Fiber. La società di Enel-Cdp ormai vale circa 7 miliardi (Telecom ne capitalizza 5,7 in Borsa). “Per il governo e per Cdp è difficile giustificare un' operazione in cui si fondono le due reti, quella di Tim e quella di Open Fiber, lasciando il controllo alla società che vale meno, che fa capo a investitori privati e che, per ripagare i suoi debiti, potrebbe in futuro anche essere tentata di aumentare il ‘pedaggio’ di accesso alla rete”, scrive ancora “il Fatto”.

 

berlusconi bollore vivendi mediaset berlusconi bollore vivendi mediaset

D’altro canto, soltanto dopo la cessione a Cdp della quota di Enel in Open Fiber la Cassa potrebbe aprire il cantiere per la creazione di una rete unica, garantendo la neutralità dell'infrastruttura e la parità di accesso a tutti gli operatori, sulla stregua dell'esperienza già maturata sia sulla rete elettrica di Terna che su quella del gas di Snam.

 

Poi c’è il problemone Bolloré. Vivendi è sia nel capitale di Tim che in quello di Mediaset e non è disposta a collaborare con la prima senza una contropartita sulla seconda. E qui entra in gioco il piano Grillo-Conte-Berlusconi svelato a giugno da Dagospia

luigi gubitosi foto di bacco luigi gubitosi foto di bacco

 

fabrizio salini luigi gubitosi foto di bacco (2) fabrizio salini luigi gubitosi foto di bacco (2)

 

 

 

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business

DI MANLEVA IN PEGGIO – I BENETTON PROVANO A FARE I FURBI E AGGIRARE IL NODO DELLA MANLEVA CON UNA SORTA DI RISK ASSESSMENT, CIOÈ UN’ANALISI PREVENTIVA DEI RISCHI CONNESSI AL CROLLO DEL PONTE DA SCONTARE AL PREZZO DELL’OFFERTA DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI. MA STIMARE ORA QUANTO COSTERANNO LE CAUSE CIVILE È IMPOSSIBILE - LA PORTAVOCE DELLE VITTIME EGLE POSSETTI: “SE MI DANNO UN’AUTO VECCHIA CON I FRENI ROTTI E COMBINO UN GUAIO È DIFFICILE PENSARE CHE SI POSSA DARA LA COLPA A ME. CAPISCO LA RILUTTANZA DI CDP…”