medico febbre ospedale covid

NON DI SOLO VIRUS MUORE L'UOMO - CON GLI OSPEDALI STRAPIENI PER IL COVID LE PERSONE MUOIONO ANCORA DI PIÙ PER TUMORI, ICTUS E INFARTI - SE N’È ACCORTO PURE MATTARELLA: “TROPPI SCREENING VENGONO RINVIATI A CAUSA DELLA PANDEMIA” - LE PERSONE HANNO PAURA DEL CONTAGIO E NON VANNO AL PRONTO SOCCORSO QUANDO SI SENTONO MALE, LE CURE VENGONO RINVIATE E CENTINAIA DI PERSONE MUOIONO SOLE A CASA (MA NON VENGONO CONTEGGIATE DAI BOLLETTINI QUOTIDIANI)

1 – SALUTE, MATTARELLA: TROPPI SCREENING TUMORALI RINVIATI PER PANDEMIA

sergio mattarella

(LaPresse) - "Troppi screening tumorali, troppe cure vengono rinviati a causa della pandemia". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale durante la cerimonia di celebrazione de 'I Giorni della Ricerca'.

 

2 - TUMORI, ICTUS, INFARTI…AI TEMPI DEL COVID SI RISCHIA DI MORIRE DI PIÙ

CORONAVIRUS - CAMICI PER GLI OSPEDALI

Da www.blitzquotidiano.it

 

La battaglia contro il Covid fa passare in secondo piano le altre patologie, in Italia si rischiano più morti per tumori, ictus e infarti. I medici denunciano lo stato di emergenza per i pazienti “non Covid”.

 

tumori 5

In molti ospedali i reparti hanno devoluto (integralmente o parzialmente) posti letto ai pazienti di Coronavirus. Idem per le sale operatorie. Il rischio, ora, è che aumentino i decessi per gli “altri” malati, quelli che sviluppano patologie ugualmente letali.

 

ictus

Posti letto per malati Covid: a rischio pazienti coi tumori

Forte calo degli screening, delle terapie e dei follow-up. E’ la preoccupante tendenza emersa nei reparti di oncologia, alle prese con una vera e propria “emergenza nell’emergenza” pandemia. L’allarme, contenuto in dati pubblicati recentemente, viene rilanciato dal Cipomo (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), che chiede alle istituzioni una nuova strategia per aiutare i pazienti malati di tumore, alle prese con possibili effetti negativi causati dal virus Sars-Cov-2.

 

CORONAVIRUS - OSPEDALE

Più cure preventive a domicilio e meno ospedalizzazioni per i pazienti con infezione da Covid-19. Ma anche la conservazione di un adeguato numero di posti letto medici e chirurgici per i pazienti oncologici che ne avranno bisogno. Inoltre istituire percorsi protetti da dedicare loro per evitare qualsiasi rischio di contagio in ospedale. Queste le principali richieste del Cipomo, che sottolinea anche la necessità di mantenere le attività di screening delle neoplasie per non trovarsi di fronte nel prossimo futuro a pazienti con neoplasie avanzate e più difficilmente curabili.

 

Livio Blasi

“Vogliamo rendere noto quanto stiamo vivendo nei nostri ospedali – spiega il Dott. Livio Blasi, Presidente Cipomo – cercando di far capire l’importanza di mantenere lo stesso livello di assistenza oncologica che abbiamo sempre garantito ai nostri pazienti. La diagnosi precoce e le cure oncologiche sono le uniche armi che abbiamo a disposizione per sconfiggere questo male; rallentarle inciderebbe negativamente sul successo delle nostre terapie, con gravi ripercussioni sui nostri malati”.

 

coronavirus ospedale

Allarme ictus e infarti

La pandemia da coronavirus ha avuto un impatto su tutte le patologie e in particolare quelle “tempo-dipendenti” come ictus e infarto del miocardio, in cui il fattore tempo fa la differenza tra la vita e la morte. Per paura di contrarre il Covid-19, molti pazienti non si sono recati tempestivamente al Pronto Soccorso.

ictus

 

Secondo i dati diffusi dalla Siems – Società Italiana Emergenza Sanitaria – nella sola città di Roma nel periodo marzo-aprile 2020 si sono registrati 305 interventi di soccorso per ictus, contro i 358 dell’anno precedente. A lanciare l’allarme, in occasione della giornata mondiale dell’ictus il 29 ottobre, sono gli esperti del Campus Bio Medico. Che invitano in caso di sintomi ad agire presto per evitare danni permanenti, ricordando che in Pronto Soccorso i percorsi sono separati tra pazienti Covid e non.

 

Vincenzo Di Lazzaro

Il fattore tempo decisivo

“Nell’ictus – evidenzia il direttore UOC Neurologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Vincenzo Di Lazzaro – l’intervallo di tempo dalla comparsa dei sintomi entro il quale è possibile effettuare gli interventi terapeutici efficaci, la somministrazione di farmaci o l’esecuzione di procedure per il ripristino dell’afflusso di sangue nelle aree ischemiche è molto limitato, per cui se i pazienti arrivano in ritardo in pronto soccorso si può arrivare a conseguenze disastrose. In generale l’ictus allarma meno di altre patologie perché non provoca dolore. Se non si riesce a muovere un braccio, si può pensare di aver dormito in posizione sbagliata e sentirlo bloccato, ma nel caso dell’ischemia cerebrale non c’è tempo da perdere”.

sergio mattarella 2

 

Andare in un pronto soccorso ‘specializzato’ dal quale accedere a più specialisti come quello da poco avviato al Campus Bio-Medico, è essenziale. Secondo l’Osservatorio Ictus Italia (dati dicembre 2018), questa malattia rappresenta la prima causa di invalidità nei paesi industrializzati, la seconda di demenza e la terza di mortalità. Nel nostro Paese si registrano almeno 100mila nuovi ricoveri l’anno e circa un terzo delle persone colpite non sopravvive a un anno, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità. Attualmente, quasi un milione di persone vive con le conseguenze invalidanti di un ictus. (Fonte Ansa)

paziente di coronavirus in ospedale tumori 1 glioma 5tumori 4

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…