paolo cirino pomicino

CHE SETTIMANA DI MERDA: DOPO BOSSI E CHUCK NORRIS, CI LASCIA ANCHE UN ALTRO "HIGHLANDER", PAOLO CIRINO POMICINO – L’EX MINISTRO AVEVA 86 ANNI E SI È SPENTO ALLE 16, ALLA CLINICA QUISISANA DI ROMA – LA CONFERMA DI GIANFRANCO ROTONDI: ''LA SUA BATTAGLIA CONTRO I MALI CHE LO HANNO AFFLITTO È STATA UN INFINITO INNO ALLA VITA, CI HA INSEGNATO CHE LA VITA VA AMATA VISSUTA E DIFESA. E' STATO UN GRANDE LEADER'' - L'ULTIMA INTERVISTA PER ANNUNCIARE IL SUO "NO" AL REFERENDUM: "LA RIFORMA NORDIO FINIRÀ PER ACCRESCERE IL POTERE A VOLTE SENZA LIMITI DEI PUBBLICI MINISTERI"  - ESATTAMENTE UN ANNO FA SCRISSE UNA LETTERA A DAGOSPIA PER "CONFESSARE": "ALLE EUROPEE HO VOTATO SALVINI, MA DOPO IL VOTO SONO SVENUTO. CHE DIO SALVI L'ITALIA" - QUANDO SI ERA RISVEGLIATO DAL COMA: “UN CARDIOCHIRURGO MI DISSE CHE HO MOLTI MODI PER MORIRE MA IL PIÙ MALINCONICO SAREBBE QUELLO DI MORIRE AVENDO RINUNCIATO ALLA POLITICA" – "LE DONNE? LA CARNE È DEBOLE E SPESSO HO CEDUTO ALLA FORZA DELLA BELTÀ FEMMINILE, CONTRAVVENENDO AL COMANDAMENTO. MA…”

 

DC: E' MORTO PAOLO CIRINO POMICINO 

paolo cirino pomicino

(Adnkronos) - E' morto l'ex ministro e leader della Dc andreottiana, Paolo Cirino Pomicino. Si è spento a Roma, all'età di 87 anni, alle 16, nella clinica Quisisana. ''Si' vi confermo questa dolorosa notizia, ho parlato poco fa con la signora Lucia e questa volta Paolo non c'è l'ha fatta'', dice all'Adnkronos l'esponente democristiano Gianfranco Rotondi che ricorda commosso così Pomicino: ''La sua battaglia contro i mali che lo hanno afflitto è stata un infinito inno alla vita, ci ha insegnato che la vita va amata vissuta e difesa. E' stato un grande leader''. Pomicino è nato a Napoli, il 3 settembre 1939.

 

PAOLO CIRINO POMICINO GIULIO ANDREOTTI

LA RIFORMA NORDIO FINIRÀ PER ACCRESCERE IL POTERE A VOLTE SENZA LIMITI DEI PUBBLICI MINISTERI” – PAOLO CIRINO POMICINO (UNA CONDANNA E UN PATTEGGIAMENTO ALL’EPOCA DI MANI PULITE, DUE PRESCRIZIONI, IL RESTO SOLO PROSCIOGLIMENTI) SI SCHIERA PER IL NO AL REFERENDUM: “QUANDO È POSSIBILE PARTECIPARE NONOSTANTE L’ETÀ E GLI ACCIACCHI A UNA PARTITA POLITICA IN PUREZZA, I VECCHI POLITICI DI RAZZA SENTONO DI NUOVO L’ODORE DELLA FORESTA” – INSIEME A LUI A DIFENDERE LE RAGIONI DEL NO ANCHE CLEMENTE MASTELLA E L’EX MINISTRO SOCIALISTA 99ENNE RINO FORMICA CHE DICE: “C’È IL RISCHIO DI RENDERE IRRECUPERABILE IL DECLINO DEMOCRATICO” - 26 GENNAIO 2026

https://www.dagospia.com/politica/paolo-cirino-pomicino-si-schiera-per-referendum-mastella-formica-461798

 

PAOLO CIRINO POMICINO GIULIO ANDREOTTI

''ALLE EUROPEE IO HO VOTATO SALVINI" - LA “CONFESSIONE” DI CIRINO POMICINO A DAGOSPIA: “DOPO IL VOTO, PERÒ, SONO SVENUTO. CHE DIO SALVI L’ITALIA” – “LE USCITE DI SALVINI HANNO UN SOLO SCOPO, QUELLO DI ALIMENTARE UNA NOTORIETÀ CHE ALTRIMENTI NON AVREBBE VISTO LE SUE ARGOMENTAZIONI. INTANTO PERÒ VOTA TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO PUR DI MANTENERE STRETTO IL RUOLO DI GOVERNO” – “IN UNA STAGIONE COME QUELLA CHE VIVIAMO, LA QUALITÀ DELLA CLASSE DIRIGENTE È MERCE RARA E QUINDI IL BUON MATTEO POTRÀ CONTINUARE A FARE IL SEGRETARIO A VITA, COME DA TEMPO STA FACENDO IN UN PARTITO CHE CONTA COME IL DUE DI COPPE…”

https://www.dagospia.com/politica/confessione-paolo-cirino-pomicino-dagospia-alle-ultime-elezioni-europee-428539

 

paolo cirino pomicino lucia marotta

“PER LA POLITICA HO TRASCURATO IL MIO CORPO. TRAPIANTI, INFARTI, ORA SONO DA 3 MESI IN OSPEDALE A TORINO. SONO STATO IN COMA, MA NON SONO ANCORA TRAPASSATO” – PAOLO CIRINO POMICINO, L'HIGHLANDER DELLA BALENA BIANCA: “UN CARDIOCHIRURGO MI DISSE CHE HO MOLTI MODI PER MORIRE MA IL PIÙ MALINCONICO SAREBBE QUELLO DI MORIRE AVENDO RINUNCIATO ALLA POLITICA" – "LE DONNE? LA CARNE È DEBOLE E SPESSO HO CEDUTO ALLA FORZA DELLA BELTÀ FEMMINILE, CONTRAVVENENDO AL COMANDAMENTO. MA…”

https://www.dagospia.com/politica/cirino-pomicino-per-politica-trascurato-mio-corpo-3-mesi-in-ospedale-421051

 

BIOGRAFIA DI PAOLO CIRINO POMICINO

Da www.cinquantamila.it – la storia raccontata da Giorgio Dell’Arti – aggiornata al 2014

 

• Napoli 3 settembre 1939. Medico (specializzato in malattie nervose e mentali).

Politico. Eletto alla Camera nel 1976, 1979, 1983, 1987, 1992 con la Dc (corrente andreottiana), nel 2006 con Democrazia cristiana e Partito socialista - Nuovo Psi (presidente del gruppo, fino al 2008).

 

SERGIO MATTARELLA PAOLO CIRINO POMICINO

Nel 2004 era entrato al Parlamento europeo, aveva poi preferito Roma. Nel 2008 non fu ricandidato e nel 2010 aderì all’Udc, divenendone dirigente. Ma a fine 2012 lo si è visto al XIX congresso della rinata Dc (segretario Gianni Fontana). Ministro per la Funzione Pubblica nel governo De Mita (1988-89), ministro del Bilancio nell’Andreotti VI e VIII (1989-92). Negli anni 1983-1987 mitico presidente della commissione Bilancio della Camera (trasformata, secondo i suoi detrattori, in uno sportello per questuanti).

 

• Dal 2008 al 2011 presidente del Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato.

 

paolo cirino pomicino lucia marotta

• Successivamente al vertice della Tangenziale s.p.a. di Napoli, società del gruppo Autostrade.

 

• Editorialista del Giornale, di Libero e dell’Indipendente con lo pseudonimo di Geronimo, scrive anche su Foglio, Tempo, Mondo e Panorama, Nel 2005, quando l’amico Giovanni Rotondi acquistò e riaprì La Discussione (testata fondata da De Gasperi nel 1952), gli fu affidata la direzione politica.

 

• Ha un blog (paolocirinopomicino.it), è su Twitter e Facebook. Zoro: «È un arnese della vecchia Dc che sui social network funziona. Che un politico ultraottantenne come lui tenga botta con eleganza merita stima» (a Jacopo Ricca) [Rep. 2/12/2013].

 

CARLO BUCCIROSSO INTERPRETA PAOLO CIRINO POMICINO - IL DIVO DI PAOLO SORRENTINO

• Vita «Eravamo sette fratelli. Una grande famiglia, dove ho imparato la tolleranza. Sette fratelli e sei idee politiche. Per dire: Mariano era fascista, voleva andare a Salò, Francesco per l’Uomo Qualunque, Bruno, eh... Bruno era comunista, io democristiano. Li ho persi tutti e tre, i miei fratelli».

 

• «Nella sua prima vita era un democristiano di successo. Sconfiggeva il grande Gava a Napoli e combatteva con audacia lo strapotere di De Mita. Alla fine era diventato un ministro autorevole ed ascoltato. Nella seconda vita venne massacrato da Mani Pulite e dintorni (...) Nella terza vita, la resurrezione. Opinionista di successo, best seller in libreria, mondanità e nuovo potere politico. “C’è anche un’altra vita, la prima”, ricorda Paolo Cirino Pomicino. “È una vita di cui vado orgoglioso: ero una persona seria e facevo il neurochirurgo al Cardarelli di Napoli” (Claudio Sabelli Fioretti).

 

paolo cirino pomicino e lucia marotta foto di bacco

• Eretto da avversari politici e giornali a simbolo della stagione di Mani pulite e cioè a incarnazione del democristiano della Prima Repubblica, trafficone e corrotto (’o Ministro). Complici dell’identificazione un sorriso troppo frequente e troppo largo, un eloquio veloce e napoletano, e anche le vignette di Forattini che lo hanno ritratto preferibilmente in forma di guitto da avanspettacolo con bombetta, bastone e gardenia bianca all’occhiello. È però uscito indenne da 40 processi per corruzione, ricettazione, concussione, 416 bis (camorra) e nella maggior parte dei casi per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste. Prosciolto con formula piena anche nella vicenda che nel 1995 lo aveva portato in carcere. Condannato per i 5 miliardi di lire della tangente Enimont che Carlo Sama gli portò a casa come contributo alla campagna elettorale della corrente andreottiana.

paolo cirino pomicino clemente mastella

 

• Sosttoposto a 42 processi ne è uscito con 40 assoluzioni e due condanne: la prima in via definitiva a 1 anno e 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito dei partiti nel caso Enimont, l’altra per corruzione (2 mesi patteggiati) per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri Eni: «In verità poi ho avuto qualche piccola grana giudiziaria pure per alcuni articoli che scrissi sul Giornale, firmandomi Geronimo e mettendo in discussione l’operato del giudice Caselli e di alcuni suoi colleghi, direttamente coinvolti nel processo per mafia a carico del mio caro amico Giulio Andreotti...».

 

Nel 2011 ottenne un’ordinanza do riabilitazione dal Tribunale di sorveglianza di Roma: «Che, sarebbe? "Diciamo così: a una persona condannata si restituisce, formalmente, la sua preziosa onorabilità". Quali sono i requisiti per ottenere un simile riconoscimento? Sostanzialmente è stata decisiva la mia ’buona condotta’, sia da deputato europeo, dal 2004 al 2006, sia da parlamentare italiano, dal 2006 al 2008. Poi ha certo influito la mia attività di politologo e..."» (a Fabrizio Roncone sul Cds).

paolo cirino pomicino - foto lapresse

 

• «Il carcere non mi ha segnato perché l’ho vissuto come una battaglia politica. Volevo perfino fare una festa, il primo anniversario dell’arresto. Volevo invitare tutti, il maggiore della finanza che mi aveva arrestato, il mio compagno di cella. I giudici no. Non sarebbero venuti. Non hanno il senso dell’umorismo».

 

• Gravemente cardiopatico, «sopravvissuto a tre infarti e tre estreme unzioni», il 9 aprile 2007 è stato sottoposto – al San Matteo di Pavia, chirurgo Mario Viganò – a trapianto di cuore: «Ho chiesto di vedere quello vecchio. Me l’hanno portato in un barattolo. L’ho fotografato e gli ho detto addio».

paolo cirino pomicino e marisela federici foto di bacco

 

«C’è chi ringiovanisce sottoponendosi a lifting e trapianti di capelli, io mi sono fatto un cuore nuovo. In una sala del reparto di chirurgia oggi c’è la foto di un intervento chirurgico e si vedono i medici all’opera su un torace aperto dal bisturi. Quel torace è il mio e io sotto ci ho aggiunto una dedica: “Il cuore della prima repubblica batte ancora forte”» (Claudio Del Frate) [Cds 21/11/2010].

 

• Una prima operazione già nel 1985 a Houston (quadruplice bypass), poi, 12 anni dopo, a Londra (duplice bypass). «Nel 1997, quando ebbi il mio secondo infarto e al Gemelli mi diedero tre ore di vita, Di Pietro venne a trovarmi.

 

Paolo Cirino Pomicino

Mi magnificò la Democrazia cristiana: sempre votato per voi, mi disse. Era convinto che sarei morto e che quel colloquio non avrei mai potuto raccontarlo» (a Michele Brambilla) [Sta 20/3/2010]. Stefano Di Michele ha scritto che, proprio in quell’anno, aveva già preparato il suo necrologio per l’Unità. Quando l’ex ministro lo venne a sapere commentò: «Lo sai che una cosa così porta fortuna, allunga la vita?» [Fog 13/11/2010].

 

• Convinto proporzionalista, ad ogni occasione sostiene la necessità di tornare al vecchio sistema dei partiti.

 

• Ha salutato con entusiasmo il trionfo elettorale del Pd alle elezioni europee 2014 «Oggi è tornato un partito di massa ed il suo ritorno è legato al talento elettorale di Renzi e all’ingresso massiccio nel Pd di molti esponenti democristiani, a cominciare da Guerini e Del Rio e giù giù in tutte le circoscrizioni elettorali.

 

Lo stesso Renzi è figlio di quel cattolicesimo politico che si rifà a Giorgio La Pira, Lazzati e a Don Mazzolari e configura quasi una catarsi storica con il sapore della vendetta contro quel filone comunista che scelse 20 anni fa l’opzione giudiziaria per la conquista del potere e, non volendo in Italia diventare socialista, ha finito col mettersi nelle mani di giovani cattolici che con la cultura socialista classica hanno davvero poco a che fare» [Fog 27/5/2014].

 

paolo cirino pomicino lucia marotta

• Ha raccontato la sua vicenda in due libri pubblicati da Mondadori: Strettamente riservato (2000) e Dietro le quinte (2002). Nel 2008 ha pubblicato La politica nel cuore, segreti e bugie della Seconda repubblica (Cairo editore).

 

• Tifoso del Milan: «Quando nel 1983 divenni presidente della commissione Bilancio organizzai la squadra di calcio del Parlamento. Anche nel football la Prima Repubblica si è sempre dimostrata superiore alla Seconda: noi, infatti, facevamo giocare soltanto quelli capaci. Non badavamo cioè al nome noto, ma all’abilità tecnica: Mastella, per esempio, era una schiappa e restava a casa, uno come Veltroni non l’avremmo mai schierato, Casini neppure, perché non sa cosa sia il calcio giocato.

 

Come terzino destro giocava il missino Gianfranco Fini, che faceva coppia con l’altro esponente della Fiamma, Domenico Nania. C’era poi Francesco Rutelli, che però aveva poca voglia di allenarsi e arrivava sempre in ritardo. Giocava anche Famiano Crucianelli di Democrazia Proletaria, che mi venne a dire: “I comunisti sono preoccupati. Mi dicono che non posso giocare insieme con i fascisti”.

 

romano prodi e paolo cirino pomicino

Si aprì un dibattito. Era un impegno serio: ci allenavamo due volte la settimana, il mercoledì e il giovedì. Ricordo che una volta, quando ci accorgemmo che il prolungarsi delle votazioni rischiava di far saltare il nostro allenamento al campo sportivo, facemmo appositamente mancare il numero legale in aula. Giocammo la prima partita contro l’Austria a Roma. Siccome è deprimente giocare senza pubblico, chiamai il colonnello Pappa e gli dissi: convochi gli allievi della Guardia di Finanza in borghese per fare numero. Quando entrammo in campo, Crucianelli vide quel pubblico di ragazzi con i capelli cortissimi, mi venne vicino e quasi m’insultò: “Te l’avevo detto: Fini ha fatto venire i fascisti della Giovane Italia”. Vincemmo 1-0, gol dell’onorevole comunista Strada».

 

• Ha il volto di Carlo Buccirosso nel film di Paolo Sorrentino Il Divo (2008). Memorabili le scene di una corsa con scivolata finale in Transatlantico e una festa nel suo appartamento romano (nella realtà la villa sull’Appia Antica, 5 milioni e mezzo di affitto nel ’90). Sorrentino lo incontrò mentre si documentava sul personaggio: «A un certo punto mi disse: “Guardi che se vuole capire chi è Andreotti deve capire che è innanzitutto un mondano”» (a Antonio D’Orrico) [Sette 5/5/2011].

 

Giuliano Ferrara e Paolo Cirino Pomicino

• Aveva conosciuto Andreotti nel 1974. «Una volta, alla vigilia di un congresso, mi guardò serio: “Scusa, Paolo: stai per caso insinuando che sono uno stronzo?”. Era rarissimo sentirgli dire parolacce, la interpretai come una dimostrazione di grande complicità. Gli ho dato del lei fino all’ultimo» (a Fabrizio Roncone) [Cds 7/5/2013].

 

• «Se Giulio era il Divo, P.C.P. meriterebbe il titolo d’Eterno» (Fulvio Abbate) [Fat 17/6/2014].

 

• Nel 2011 spuntò il suo nome nelle carte dell’inchiesta Finmeccanica (non indagato): Giovanni Alpeggiani – nominato nel cda del policlinico San Matteo di Pavia in rappresentanza del ministro della Salute Ferruccio Fazio, oltre che socio di Marco Milanese in alcuni investimenti immobiliari in Costa Azzurra – nel suo «interrogatorio nega che a proporlo sia stato il parlamentare. “Sono stato designato – afferma – dopo che in prima battuta era stato designato Paolo Cirino Pomicino, ma poiché quella prima scelta sollevò un vespaio di critiche, il ministro designò me”» (Fiorenza Sarzanini) [Cds 9/7/2011].

 

• Ancora nel luglio 2013 è tra i politici con la scorta. Dopo 30 anni di contributi come parlamentare, prende una pensione di 9.363 euro.

beatrice jannozzi paolo villaggio lucia e paolo cirino pomicino

 

• Negli ultimi anni fotografato al Billionaire, al Jackie ’O o a Cortina mentre balla con Daniela Santanché (che si vanta di aver lanciato in politica). Ha anche il suo cantante napoletano privato. Si chiama Ciro Mautone, e gli fa fare le serenate al telefono. Con Mautone e con un altro amico, a nome Volia Chitis, ha scritto la canzone ’Mbraccio a tte.

 

• «Io ho dovuto vendere la casa perché non riuscivo a pagare il mutuo, e mi sono fatto prestare i soldi per farmi operare al cuore. Guardi, gli arricchimenti personali ci sono molto di più adesso che i partiti non hanno bisogno di tanti soldi, visto che non ci sono più i funzionari da pagare e le sedi da tenere aperte, e visto che i finanziamenti pubblici sono stati quintuplicati» (a Michele Brambilla).

 

CIRINO POMICINO

• Separato da Wanda «dopo un’incompatibilità antica, durata trentatré anni», due figlie: Claudia e Ilaria, per molti anni aiuto regista di Lina Wertmuller, Marco Tullio Giordana e Giulio Base e poi regista di due fiction televisive (La lunga notte e Briciole, su Raiuno).

 

• Il 14 aprile 2014 si è risposato con Lucia Marotta, già moglie del calciatore Odoacre Chierico. Lei è di 27 anni più giovane ma «in realtà fra i due la vecchia sono io, sono nata vecchia e mi trovo benissimo con lui così pieno di energia, e quando si mette al piano e intona vecchie canzoni, tipo Nel 1919 ..., non si sa come, io le so tutte». Cerimonia officiata dal sindaco di Roma Ignazio Marino in Campidoglio, Testimone dello sposo Gianni De Michelis Al ricevimento Peppino di Capri al pianoforte.

 

• Lui: «Ci conoscevamo, era amica di mia figlia». Lei: «Ho scelto Odoacre per il cervello, poi Paolo per il fisico».

cirino pomicinoclemente mastella paolo cirino pomicino paolo cirino pomicino - foto lapresseroberta ricci paolo cirino pomicino rosa maria serrao foto di baccoclemente mastella paolo cirino pomicino paolo cirino pomicino lucia marottaclemente mastella paolo cirino pomicino paolo cirino pomicino clemente mastella

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO