“AVRO’ LE FARFALLE NELLO STOMACO" ANCORA POLE PER KIMI ANTONELLI IN GIAPPONE: ANCHE L’ALTRA MERCEDES DI RUSSELL IN PRIMA FILA – FERRARI IN DIFFICOLTA’, LECLERC CHE PARTIRA’ IN SECONDA FILA SI SFOGA: “PERDO TUTTO IN RETTILINEO, È UNA BARZELLETTA. PURTROPPO IL MIO GIRO PAZZO DA QUALIFICA NON SERVE PIÙ" – HAMILTON SESTO: NON È SOLTANTO UNA QUESTIONE DI MOTORE. NON SAREBBE GIUSTO DARE LA COLPA AL MOTORE. C’E’ UN DIVARIO ENORME DALLA MERCEDES...
Estratto dell'articolo di Jacopo Moretti per www.gazzetta.it
Il segnale, Charles, lo aveva mandato già giovedì: “Con queste macchine succedono cose davvero strane… è frustrante”. Ed è bastato poco per avere conferme: Leclerc in Giappone ha chiuso in quarta posizione una qualifica complicata, dove, nonostante un primo settore record a ripetizione, si ritrova a oltre sei decimi dal tempo pole di Antonelli.
Un duro colpo per un fenomeno della qualifica come il monegasco, che fatica a spiegarsi il distacco dalla testa della classifica: “Ci sono cose che non capisco, faccio tutto come prima ma niente funziona”.
NON SERVE PIÙ”
Che il ferrarista abbia perso il suo tocco magico in Q3? Ovviamente no. Sono le macchine ad essere cambiate. “Purtroppo il mio giro pazzo da qualifica non serve più – ammette il ferrarista a Canal+ - con queste vetture conviene restare entro il limite, guidare sempre allo stesso modo…”. […]
CHARLES CI RIPROVA
Ma Leclerc non si convince. E allora in Giappone ci riprova. Il primo settore, le famose “esse” di un circuito dove la guida del pilota ancora può fare la differenza, sembra dargli ragione. […]
Da lì, però, cambia tutto. I rettilinei di Suzuka, lunghi e in salita, richiedono potenza e spinta elettrica. E la guida al limite del monegasco – suonerà assurdo – non aiuta: “Uno dei miei punti di forza, in passato, era che in Q3 sapevo prendere dei rischi enormi per guadagnare qualcosa. Se lo faccio ora, confondo il motore e perdo tutto”.
DI CHI È LA COLPA?
La ragione sta nel software, il “cervello” della Power Unit che decide quando ricaricare la batteria e dove erogare la potenza elettrica. Un sistema in grado di “imparare” dai giri precedenti, in una dinamica simile a quanto accade in Formula E. E allora ecco il cortocircuito: se un pilota spinge di più in curva o va sul gas prima rispetto al passaggio precedente, il consumo di energia aumenta, il software cambia i calcoli e il resto del giro è compromesso. […]




