C’È LA ‘’MAGGICA’’, IL BILANCIO PUÒ ASPETTARE: SEDUTA SOSPESA CAUSA PARTITA DELLA ROMA - MA LA PRIMA DELL’“ERNANI” DI MUTI È SALVA

1. VERSO IL DEFAULT? PRIMA VIENE LA MAGICA ROMA
Ernesto Menicucci per "Il Corriere della Sera-Roma"

Le emergenze della città, la necessità di approvare il Bilancio, la corsa contro il tempo, il consiglio comunale convocato di domenica sera perché per evitare il commissariamento o il default si possono anche fare gli straordinari. Tutto giusto, fino a che non c'è il calcio di mezzo. A quel punto, non c'è tour de force di aula che tenga: prima si guarda Roma-Cagliari, poi ci si penserà.

E, quindi, ieri sera, l'Assemblea Capitolina era convocata solo fino alle otto di sera. Poi tutti (o quasi: in aula ci sono molti romanisti, di destra e di sinistra, ma anche una tifosa cagliaritana, Gemma Azuni) davanti alla tivù. Le liti a colpi di ordini del giorno e interpretazioni del regolamento riprendono oggi.

E riprende anche il ritmo serrato, dopo la pausa «pallonara» di ieri sera. Tutti, sia la maggioranza di centrosinistra che l'opposizione di centrodestra, si appellano al prefetto Giuseppe Pecoraro. Il capogruppo Pd Francesco D'Ausilio per capire i margini di manovra rispetto ai circa 160 mila tra ordini del giorno ed emendamenti presentati dalle opposizioni (Lista Marchini soprattutto, poi Ncd, Fratelli d'Italia e Forza Italia). Sveva Belviso e Marco Pomarici, capo e vicecapo del neogruppo «alfaniano», per sapere se la seduta di domenica sera è legittima oppure no e se il regolamento è stato rispettato.

Marino, in aula, non si fa vedere. All'Eur, dove era in visita alla «Nuvola», lascia il cantiere portandosi dietro il caschetto: «Questo me lo prestate tutta la settimana...», scherza. L'idea era quella di presentarcisi in aula, dopo il colpo (gomitata o sbracciata che sia) ricevuto da Dario Rossin (Fdi). Ma il sindaco, impegnato anche con i sindacalisti del Teatro dell'Opera, desiste. Rossin, che in aula (su «consiglio» del presidente Mirko Coratti) si era scusato col sindaco e con i colleghi, parla di «simulazione del sindaco: ho rivisto il filmato, l'ho appena sfiorato».

Il video è su internet: chiunque, guardandolo, si farà un'opinione. Di sicuro, Rossin aveva dato in escandescenze, colpendo anche Gianluca Peciola di Sel e strappando il microfono a Coratti. Dopo le scuse formali, comunque, non ci sono stati provvedimenti nei confronti dell'esponente di Fdi, che durante la bagarre Acea di luglio 2012 si beccò diverse giornate di «squalifica».

La battaglia, ieri, si è spostata più sugli ordini del giorno. La riunione dei capigruppo, intanto, ha deliberato che le opposizioni hanno 12 ore di tempo per presentarli. Mentre il coordinatore di maggioranza, Fabrizio Panecaldo, aveva preparato 42 odg «killer» che avrebbero fatto decadere gran parte di quelli elaborati («usando un programma Excel», dicono dal centrosinistra) dalla Lista Marchini.

Il capogruppo dei marchiniani Alessandro Onorato l'ha «scoperto», ha chiesto l'accesso agli atti e si è precipitato a riformularli. Nel centrosinistra c'è «maretta»: «Chi gli ha fatto la spiata?», si chiede qualcuno. Dubbi, sospetti. Oggi si riparte, domani scatta la «maratona» di voto. E fino a domenica non c'è il campionato.


2.OPERA, LA PRIMA È SALVA
Beatrice Picchi per "Il Messaggero"

LA VERTENZA
La prima dell'Ernani di Verdi domani andrà in scena. Dopo circa sei ore di confronto, il Campidoglio e i sindacati dei lavoratori del Teatro dell'Opera hanno raggiunto un'intesa scongiurando lo sciopero della prima, diretta dal maestro Riccardo Muti. «Abbiamo portato a casa un ottimo risultato - spiega l'assessore alla Cultura Flavia Barca - entro la fine del mese il Comune sbloccherà delle risorse, mentre la prossima tranche arriverà a dicembre. Si tratta dell'inizio di un percorso, ora con i sindacati apriremo un tavolo».

IN SCENA
Domani sera si alzerà il sipario all'Opera, ma per le altre repliche l'assessore Barca sussurra un «speriamo, noi ci siamo impegnati», perché i sindacati che hanno guidato la rivolta sono stati chiari: «Lo sciopero è stato sospeso ma lo stato di agitazione per noi prosegue». Potrebbe essere a rischio la replica di sabato, ultimo giorno utile per l'approvazione del bilancio.

Nel verbale d'intesa, firmato dai Slc Cgil, Fials, Cisals, Libersind, Confsal e sindaco Ignazio Marino, il Comune di Roma si impegna «nell'erogazione progressiva del finanziamento previsto nel progetto di bilancio Comunale 2013 al fine di contribuire assieme agli altri soci fondatori di diritto al pareggio già sancito nel preventivo 2013 della Fondazione». Perché è questo l'obiettivo che si sono posti i lavoratori dell'ente lirico: il pareggio di bilancio 2013, requisito indispensabile per accedere al cinque per cento in più del Fus e accedere al finanziamento triennale.

Conti alla mano Alberto Conte, segretario Slc Cgil, spiega che «dalla Regione arriveranno i soldi per gli stipendi di novembre, mentre il milione del Comune servirà per i contributi Insp. Gli altri due milioni e mezzo devono essere discussi ora in bilancio».

La strada quindi non è ancora spianata e i nodi da sciogliere sono numerosi. «Se dovessero verificarsi problemi in Consiglio comunale per il bilancio noi riproponiamo lo sciopero», minacciano i sindacati e per questo chiedono garanzie agli altri soci dell'ente lirico, oltre il Comune, Regione e Mibac.

«L'intesa raggiunta con i lavoratori del Teatro dell'Opera di Roma, che ci ha consentito di salvare la prima dell'Ernani, è un ottimo risultato - dice il sindaco Marino in un tweet - Un successo frutto dell'impegno di Roma Capitale per la valorizzazione di un settore importante per la vita artistica della nostra città e dell'intero Paese. Al tavolo ho incontrato persone competenti e appassionate del proprio lavoro, anche per questo l'amministrazione ha deciso di compiere un grande sforzo, certi che servirà a offrire al pubblico una produzione all'altezza della Capitale».

Nel verbale d'intesa si legge anche: «Le parti convengono che il sindaco sta mettendo in atto il massimo sforzo per la valorizzazione della istituzione musicale capitolina di rappresentanza della Capitale. Il presidente del Cda si impegna a valutare assieme al Ministro Massimo Bray tutte le opportunità previste dalla legge 800 (articolo 6) finalizzate a un intervento finanziario. Posto che risulta indispensabile e improcrastinabile un attento esame della struttura di spesa della Fondazione, onde gettare le basi per migliorare la sostenibilità gestionale con la nuova governance che si insedierà nei tempi tecnici previsti dalle procedure di legge. Le parti stabiliscono di attivare un confronto permanente».

«La prima riunione - prosegue la nota - è prevista la prima settimana di dicembre. Le organizzazioni sindacali mantengono lo stato di agitazione fino a definitiva soluzione del problema».

IL FATTO
L'accordo giunge dopo ore di riunione, sin dal mattino, convocati dalla direzione del teatro, e poi ancora un incontro fiume nel pomeriggio, chiamati a raccolta dal sindaco Marino in Campidoglio. La fumata bianca è arrivata dopo le 22. Dopo la prova generale di domenica, il maestro Muti è ripartito per Ravenna visto che in teatro non erano previste altre prove per i musicisti.

 

 

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