UNA FORMULA UNO DA VIDEOGAME! IL PRIMO GRAN PREMIO DELLA STAGIONE FINISCE CON LA DOPPIETTA MERCEDES E LE CRITICHE AL NUOVO REGOLAMENTO. NEI PRIMI GIRI LE POSIZIONI CAMBIAVANO IN BASE AL LIVELLO DI CARICA DELLE BATTERIE E LECLERC HA IRONIZZATO: “SEMBRAVA MARIO KART” - VERSTAPPEN: “DOVREMMO PREOCCUPARCI DI QUESTE REGOLE. VOGLIAMO LA VERA FORMULA 1, QUESTA NON LO È” - PER NORRIS È UN “PERICOLOSO CAOS ARTIFICIALE” – TERRUZZI: "ANTONELLI PUO’ PUNTARE IN ALTO, HAMILTON L’AVEVAMO DATO PRONTO PER LA PENSIONE MA LUI HA RICOMINCIATO A FARE IL CAMPIONE” - VIDEO
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1 - UNA FORMULA 1 DA VIDEOGAME
Daniele Sparisci per il “Corriere della Sera” - Estratti
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Se il primo Gran premio della nuova era della F1 è stato movimentato per almeno la metà dei 58 giri, il merito è della Ferrari che ha mostrato l’atteggiamento giusto dai primi metri e sfruttato le variabili tecniche a suo favore (un turbo di dimensioni ridotte e un’elettronica aggressiva per le partenze) per contrastare la fuga delle Mercedes.
Le premesse per un duello vero e duraturo sembrano molto più autentiche dei sette sorpassi e controsorpassi nei primi dieci giri fra Leclerc e Russell. Più che Formula 1 sembravano scene costruite con l’intelligenza artificiale, le posizioni cambiavano in base al livello di carica delle batterie. Roba da videogame, così le ha descritte lo stesso Charles al suo ingegnere di pista, Bryan Bozzi, dopo aver azionato il Boost, un pulsante che consente di avere a disposizione per qualche secondo la massima potenza: «Sembra il funghetto di Mario Kart».
Per il monegasco il podio è soltanto un punto di partenza verso una direzione promettente: «Dopo le qualifiche nelle quali avevamo preso otto decimi, sono rimasto sorpreso di essere più vicino in gara, ma sono consapevole del tanto lavoro che ci aspetta. La scelta di non fermarci durante la safety car? Non avremmo vinto comunque». È un mondo ignoto e Leclerc deve prendere le misure: «È cambiato completamente il modo nel quale corriamo e superiamo.
Prima veniva premiato chi era più coraggioso, chi ritardava di più la staccata. Adesso bisogna essere più strategici in qualsiasi mossa: ogni volta che premi il Boost sai che dopo pagherai il conto». Concetto efficace per descrivere i 120 sorpassi della corsa australiana (l’anno scorso erano stati 45), che hanno scatenato critiche durissime da parte di parecchi protagonisti.
Verstappen ha recuperato 14 posizioni, come nessuno, per salire sesto, ma non ha cambiato idea, anzi: «Passavo macchine che erano due secondi più lente, non un granché, sembrava Mario Kart. Dovremmo preoccuparci di queste regole, e spero che Fia e F1 si muovano. Vogliamo la vera Formula 1, questa non lo è». Per Norris (5°, Piastri si è girato prima del via) è un «pericoloso caos artificiale». Serviranno correttivi e aggiornamenti al regolamento e, anche a una Ferrari sveglia e vivace, ma pur sempre in ritardo.
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2 - KIMI PUÒ PUNTARE IN ALTO E LEWIS È ANCORA LUI
Giorgio Terruzzi per il “Corriere della Sera” - Estratti
Sul numero esorbitante di sorpassi proposti da questa nuova F1 servirebbe distinguere tra quantità (di energia elettrica) e qualità (di chi guida). È comunque un po’ presto per i giudizi, sui quali pesano una evoluzione tecnica in corso e le nostre antiche, romantiche abitudini, per nulla elettrizzate. Intanto e in compenso, almeno un paio di notizie cariche, pure loro, di speranza.
Si perde nella memoria la sensazione di andare in pista con un pilota italiano a bordo di una macchina vincente, da abbinare a una Ferrari in grado di mettere il naso sul tema titolo mondiale. Andrea Kimi Antonelli ha tutto per puntare molto in alto, compreso un compagno di squadra, veloce, già lanciato e più esperto di lui.
Non sembra in soggezione, pare ancora un filo acerbo su qualche nodo di questa tecnologia da «spingi e frena», ha un team che lo adora e conta di compiere imprese mirabolanti soprattutto con lui. Mercedes per il nostro ragazzo, contro la nostra Ferrari. Siamo al caviale dopo il pane azzimo. Di Leclerc sappiamo tutto: quando c’è da farla fuori, sempre pronto. Ma la novità più sorprendente di questa prima visione l’ha proposta Hamilton.
Lo abbiamo criticato, l’avevamo dato pronto per la pensione e adesso tocca cominciare a fare ammenda mentre lui ha ricominciato a fare il campione. In gran spolvero, come promesso, su una Rossa che lo corrisponde.
Da anni circola il ritornello «date una macchina a Leclerc», Lewis ha cominciato a ripetere, un anno fa, «date una macchina a me». Dai e dai, a quanto pare, l’ha ottenuta e, magicamente, lo smalto del vecchio volpone ha ripreso tono e luce. Siamo all’alba dell’avventura ma possiamo già ipotizzare che il Sir sarà della partita.
Al punto — frasi di circostanza a parte — da voler prendersi qualche rivincita proprio su Leclerc, magari in Cina dove nel 2025 vinse la Sprint. Un tema potenzialmente problematico da gestire; un problema grosso in caso di Ferrari vincente. È che sembra davvero prematuro star qui a immaginare oggi cosa accadrà lungo una stagione trattata come un laboratorio.
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