“AL TERZO TENTATIVO ABBIAMO CAPITO CHE IL MONDIALE NON VIENE DA SOLO, DUNQUE ANDIAMO A PRENDERLO” – PAOLO CONDÒ SULLA PARTITA DI ANDATA DEI PLAYOFF MONDIALI DELL’ITALIA CONTRO L’IRLANDA DEL NORD: “GLI AZZURRI NON POSSONO SOTTOVALUTARE NESSUNO. SE IL DESIDERIO DI VINCERE È DIVENTATO DETERMINAZIONE, BENE. SE LA PAURA DEI RIVALI È DIVENTATA RISPETTO, BENISSIMO” – “SI PROVA PAURA QUANDO SI HA QUALCOSA DA PERDERE, E NEGLI ULTIMI DUE QUADRIENNI È STATO DOLOROSO RINUNCIARE A UN PREMIO CHE NON AVEVAMO MAI CONSIDERATO TALE…”
Estratto dell’articolo di Paolo Condò per il “Corriere della Sera”
GENNARO GATTUSO - FOTO LAPRESSE
La storia che un trionfo dell’Italia al Mondiale di calcio valga un punto di Pil oltre che suggestiva è reale, ci sono i numeri a dimostrarlo, e se è vero che in questo momento la prospettiva di vittoria è oltremodo distante, l’idea di tornare a disputarlo dopo due esclusioni è talmente allettante da promettere almeno qualche decimale.
È il dividendo della felicità calcistica, che mai come di questi tempi sarebbe prezioso: una felicità semplice, l’eccitazione di un’attesa lunga due mesi, il pensiero a 40 serate estive (o nottate, anche meglio) a fibrillare per il percorso azzurro, a condividerlo con gli amici, e se poi le 40 serate si rivelassero 30, o anche solo 20, sarebbe comunque tempo sottratto alle angustie che dominano questo difficile presente.
Distillato in essenza, ecco il desiderio che proviamo e anche la paura a esso collegata, perché si prova paura quando si ha qualcosa da perdere, e negli ultimi due quadrienni è stato doloroso rinunciare a un premio che non avevamo mai considerato tale. […]
Il calcio italiano deve saper esprimere una Nazionale superiore a quella dell’Irlanda del Nord, intanto. Non può sottovalutare nessuno […] ma il lavoro di Rino Gattuso e del suo staff non può che essersi rivolto all’orgoglio degli azzurri.
Se il desiderio di vincere è diventato determinazione, bene. Se la paura dei rivali è diventata rispetto, benissimo. […] l’Irlanda del Nord […] Si difenderà con molti uomini, proverà qualche sortita attraverso i lanci lunghi, confiderà in un calcio piazzato per sorprenderci. Ma l’Italia è più forte, qualsiasi modulo e formazione scelga Gattuso. Al terzo tentativo abbiamo capito che il Mondiale non viene da solo, dunque andiamo a prenderlo.

