italia irlanda del nord

“CON L’IRLANDA DEL NORD E’ STATO UN MARTIRIO CALCISTICO. IN BOSNIA SARA’ DURISSIMA” – RONCONE AGITA LA RONCOLA SUGLI AZZURRI CHE HANNO “FATICATO TREMENDAMENTE” SOPRATTUTTO NEL PRIMO TEMPO CONTRO UNA SQUADRA “MOLTO SCARSA” – “GLI AZZURRI NON RIESCONO AD INFILARE TRE PASSAGGI DI SEGUITO. I RITMI DELLA NOSTRA NAZIONALE SONO DA AMICHEVOLE D’INIZIO AGOSTO. SIAMO DENTRO UNA PREOCCUPAZIONE COSÌ FORTE DA ACCORCIARCI LE GAMBE, LA CORSA. IN TRIBUNA STAMPA RIMBALZA UN URLACCIO: “ANDATE ALL’ORATORIO!”. CE NE FOSSERO ANCORA. ALLA FINE VINCIAMO, MA GIOCANDO UN CALCIO PENOSO. GATTUSO È UNA MASCHERA DI STANCHEZZA” - SE L’ITALIA E’ QUELLA VISTA PER LARGHI TRATTI CONTRO L’IRLANDA DEL NORD CHE CI ANDIAMO A FARE AI MONDIALI? - VIDEO

 

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Va bene, abbiamo battuto l’Irlanda del Nord. Ed è quello che serviva per andare avanti in questi playoff di qualificazione ai Mondiali. Ma è stato un martirio calcistico. In Bosnia sarà durissima.

 

italia irlanda del nord gattuso

Qui a Bergamo i nostri avversari erano mezzi sconosciuti, scarsi, molto scarsi, e con un allenatore part-time. Eppure gli azzurri hanno faticato tremendamente. Adesso li vedo, laggiù sul prato, che s’abbracciano come al termine di un’impresa. Rino Gattuso è una maschera di stanchezza. Si batte la mano sul cuore. Procedo per immagini. Perché è davvero difficile trovare le parole giuste per raccontare questa felicità così perversa.

 

Guardate: sulla Moleskine, dopo mezz’ora, non c’era ancora uno scarabocchio. Solo appunti mentali. Più che altro sensazioni sgradevoli. La più forte è che gli azzurri non riescono ad infilare tre passaggi di seguito.

 

(...) I ritmi della nostra Nazionale sono da amichevole d’inizio agosto. È facile stabilire che siamo dentro una preoccupazione così forte da accorciarci le gambe, la corsa.

 

La certezza è che stiamo giocando una partita di una modestia clamorosa. Sia sul piano del ritmo, sia su quello tecnico. Il nostro palleggio è di una banalità efferata. Locatelli dovrebbe darci un po’ i tempi, in mezzo al campo: osservandolo, si capisce però il motivo per cui Gattuso era arrivato fino a Doha, per chiedere a Verratti, un (quasi) ex calciatore, di tornare in azzurro.

 

italia irlanda del nord

Poi Verratti s’è rotto e adesso eccoli lì: pure Tonali vaga per il campo. Barella? Lasciate stare. Che poi è sbagliato fare nomi. Stanno giocando tutti una partita penosa. Consentendo agli irlandesi di fare quella che avevano progettato. Difendono con una linea a cinque molto stretta, su cui accorciano i tre centrocampisti. Sempre durissimi su ogni contrasto.

 

italia irlanda del nord tonali

La notizia è che, quando ripartono, non soltanto cercano di giocare palla a terra. Ma arrivano, con inaudita facilità, nella nostra area.

 

Mortificante, davvero. Infatti vedo Gattuso scuotere la testa. Si alza dalla panchina anche Bonucci, dice qualcosa a Mancini e torna a sedersi, allargando le braccia. In tribuna stampa rimbalza un urlaccio: «Andate all’oratorio!». Ce ne fossero ancora. Comunque è così che arriviamo all’intervallo. Con il pubblico di Bergamo, va sottolineato, di una pazienza infinita. Gli unici applausi, per ora, ha potuto scioglierli solo prima del fischio d’inizio.

 

Quando sono stati ricordati Gino Paoli e Beppe Savoldi.

 

Ho dimenticato di dire che il cittì ha mandato a scaldare tutte le riserve. Non so cos’abbia in testa: dovrebbe cambiarne dieci. È difficile immaginare se negli spogliatoi stia facendo il matto, o la stia buttando sul pedagogico. Comunque no, nessun cambio. Ripartiamo con gli stessi.

 

Quindi male. Retegui si mangia un gol, solo davanti al portiere dell’Irlanda. Poi ci prova Kean, in corsa: primo tiro definibile tale. Nell’azione seguente, c’è un pallone che Politano fa piovere in area, un difensore irlandese colpisce di testa, ma lo rinvia verso Tonali. Che carica il destro, colpendo come si deve: 1-0, e non era detto.

 

dimarco italia irlanda del nord

Dovrebbe mettersi meglio. Forse. Un tizio della tribuna d’onore, che sta qui sotto, si volta e riflette: «Che ci andiamo a fare ai Mondiali?». Sembra il titolo di un editoriale. Intanto escono Bastoni e Retegui, entrano Gatti e Pio Esposito.

 

Gattuso s’è sfilato la giacca e grida come un ossesso. «Pio! Pio! Dentro, buttati in dentrooo!». Al tiro va invece Kean, pallone respinto.

 

Lo so che sta diventando un po’ cronaca anni Settanta, ma l’alternativa sarebbe limitarsi a scrivere che no, scusate: stiamo vincendo, ma giocando un calcio penoso.

italia irlanda del nord

 

Non riesco a scorgere la faccia del presidente Gravina, che dopo essersi barricato nel suo ufficio — («Anche se non andiamo ai Mondiali, non mi dimetto!») — ha deciso di venire: e non vedo nemmeno quelli che gli siedono accanto (il presidente del Senato La Russa, il ministro Abodi, il presidente del Coni Buonfiglio). Suppongo però siano tutti sul pallido. A venti minuti dalla fine, siamo ancora traballanti. Anche se Esposito ci ha dato un po’ di intensità, e Di Marco e Calafiori danno segni di vita sul corridoio di sinistra.

 

Sono note che fanno tenerezza.

 

Locatelli sbaglia l’ennesimo passaggio e vedo San Rino che, colto da raptus nervoso, cerca di strapparsi la maglietta (ma è di un tessuto moderno, elasticizzato, e tiene). Poi c’è un lampo di Kean. Fa quello che gli viene meglio. Parte leggermente spostato sulla destra, salta secco il difensore, e mira nell’angolo basso: è il 2-0. Tonali alza le mani al cielo e crolla in ginocchio, gli si butta addosso Calafiori e un altro che non riconosco. Mucchio glorioso e, nella sua sua teatralità, piuttosto imbarazzante.

 

Non c’è altro da aggiungere. A otto minuti dalla fine, dovremmo averla sfangata .

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