SCAMBIO DI…COPPA – IL SENEGAL GRIDA AL COMPLOTTO DOPO CHE LA FEDERAZIONE CALCISTICA AFRICANA GLI HA “TOLTO” LA COPPA D’AFRICA VINTA E ASSEGNANDOLA AL MAROCCO, SCONFITTO IN FINALE – LA SQUALIFICA E' SCATTATA PERCHÉ DURANTE LA PARTITA I GIOCATORI SENEGALESI HANNO ABBANDONATO MOMENTANEAMENTE IL CAMPO PER PROTESTA, DOPO CHE ERA STATO ASSEGNATO UN RIGORE AI MAROCCHINI - MOLTI EVIDENZIANO IL PESO POLITICO ED ECONOMICO DELLA FEDERCALCIO DEL MAROCCO, TRA LE PIÙ POTENTI DEL CONTINENTE E VICINA AL PRESIDENTE FIFA INFANTINO CHE, NEL 2016, FU ELETTO PROPRIO GRAZIE A…
Estratto dell’articolo di Federico Thoman per il "Corriere della Sera"
Sconfitti sul campo 1-0 e vincitori 3-0, a tavolino, dopo due mesi. Una sentenza senza precedenti del Comitato d’appello della Caf, la Federcalcio africana, consegna la Coppa d’Africa 2025 al Marocco, organizzatore del torneo, e la «toglie» dalle mani del Senegal che, nei convulsi 120 minuti di gioco della finale, aveva battuto i padroni di casa.
[…] Rabat, 18 gennaio scorso, stadio Principe Moulay Abdellah. Di fronte a 70.000 tifosi, quasi tutti marocchini, si gioca la finalissima. Al 92’ l’arbitro, il congolese Jean-Jacques Ndala, annulla un gol degli ospiti che sembra regolare. Al minuto 96 il senegalese Mamadou Sarr sfiora al collo l’attaccante avversario Brahim Díaz (vecchia conoscenza milanista e oggi al Real Madrid) in area di rigore. Il direttore di gara, richiamato al Var, concede il penalty al Marocco.
Scoppia il finimondo: la quasi totalità dei giocatori del Senegal abbandona, in segno di protesta, il terreno di gioco su spinta del commissario tecnico Pape Thiaw. Dopo quasi venti, interminabili minuti il capitano Sadio Mané — che non era uscito — convince i compagni a rientrare.
A norma di regolamento, se una squadra lascia il campo senza autorizzazione dell’arbitro, perde a tavolino. Ma producendosi nell’ennesimo scivolone, o forse per non creare ulteriori tensioni, il fischietto Ndala fa riprendere il gioco al 23esimo minuto di recupero con lo stesso Díaz sul dischetto. Il suo «cucchiaio», però, finisce in bocca al portiere: si va così ai supplementari e dopo quattro minuti il senegalese Pape Gueye segna il gol che decide l’incontro.
[…] E mentre a Dakar si festeggia, a Rabat si lavora già alla partita giudiziaria, presentando un primo ricorso alla Caf, che il 28 gennaio conferma il risultato del campo. In appello, però, due giorni fa arriva la decisione che ribalta tutto, scatenando la rabbia del Senegal e di molti appassionati.
Si pronuncia addirittura il governo di Dakar, che grida alla farsa chiedendo «un’inchiesta internazionale indipendente per sospetti di corruzione» nella Caf. La Federcalcio senegalese prepara il ricorso al Tas di Losanna.
Molti evidenziano il peso politico ed economico della Federcalcio marocchina, tra le più potenti del continente e vicina come tutta la Caf al presidente Fifa Gianni Infantino che, nel 2016, fu eletto proprio grazie ai voti africani. Il Marocco ha ottenuto l’organizzazione dei Mondiali del 2030 assieme a Spagna e Portogallo: a Casablanca sta realizzando uno stadio faraonico da 115.000 posti. […]
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