divano dei giusti

IL DIVANO DEI GIUSTI – SONO INDECISO SE SEGNALARVI COME FILM DELLA SERATA IL SERISSIMO E BELLISSIMO “BUONGIORNO, NOTTE” DI MARCO BELLOCCHIO, CON ROBERTO HERLITZKA COME ALDO MORO NEI GIORNI DEL SEQUESTRO, O L’ETERNO “LA SOLDATESSA ALLE GRANDI MANOVRE”, CON EDWIGE FENECH, CAPOLAVORO DEL GENERE SEXY MILITARE – RAI MOVIE PASSA “GLI ANNI PIÙ BELLI”, COMMOVENTE NEL SUO ESSERE UN KOLOSSAL DEI SENTIMENTI MUCCINIANI AL 100% – SU CANALE 27 TORNA “PROPOSTA INDECENTE” CON ROBERT REDFORD E DEMI MOORE – IN SECONDA SERATA AVETE UN INCREDIBILE E VIOLENTISSIMO CRIME CON SERIAL KILLER IRANIANO, “HOLY SPIDER” – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

roberto herlitzka in buongiorno, notte

Sono indeciso se segnalarvi come film della serata il serissimo e bellissimo “Buongiorno, notte” di Marco Bellocchio con Roberto Herlitzka come Aldo Moro nei giorni del sequestro, Luigi Lo Cascio, Maya Sansa, Giovanni Calcagno, Paolo Briguglia, Rai Storia alle 21,10, grande film che rilanciò la stella di Bellocchio, o l’eterno “La soldatessa alle grandi manovre” di Nando Cicero con Edwige Fenech, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Michele Gammino, capolavoro del genere sexy militare, che uscì lo stesso anno del rapimento Moro.

 

Era l’Italia del 1978, indecisa se piangere o ridere affogando tutto, anche i suoi segreti più cupi nella commedia sexy. Sempre pronta a nascondere, a dimenticare.

 

 

roberto herlitzka in buongiorno, notte

Su Mediaset Italia 2 alle 21 trovate anche l’horror “Il tocco del male” diretto da Gregory Hoblit, scritto da Nicholas Kazan, con Denzel Washington, Donald Sutherland, John Goodman, Embeth Davidtz, James Gandolfini, Elias Koteas, con serial killer maledetto che seguita a uccidere anche da morto.

 

In realtà non è lui, poraccio, ma il diavolo Azazel che vaga sulla terra cambiando di corpo in corpo e commettendo terribile atrocità. Valla a fermare. Uno degli ultimi film prodotti da Ted Turner.

 

 

la soldatessa alle grandi manovre

Rai Movie alle 21,10 passa “Gli anni più belli”, un film piuttosto riuscito di Gabriele Muccino con Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Claudio Santamaria. Stracultissimo. Commovente nel suo essere un kolossal dei sentimenti mucciniani al 100%.

 

Con tanto di eterni riferimenti a Ettore Scola e a “C’eravamo tanto amati” (ma perché?) con i personaggi che urlano e si rincorrono per le strade di Roma, con le canzoni di Claudio Baglioni che non ho mai sopportato, con i maschi che fanno i maschi belli e traditori ma che si amano tra di loro e le donne sempre un bel po’ zoccole (non lo dico io, lo dice la sceneggiatura).

 

edwige fenech lino banfi la soldatessa alle grandi manovre

Insomma. Impossibile non amare questo film imperfetto ma pieno di vita che Muccino vede come film generazionale degli oggi quasi cinquantenni italiani, a cavallo tra il 1983 de “Il tempo delle mele” e delle botte in testa della polizia, gli anni di Mani pulite, quelli dell’arrivo di Berlusconi, fino ai Cinque stelle e a quello che siamo oggi.

 

Poteva metterci meno elementi, meno storie, invece no, Muccino riempie il suo film di tutto, dalla trattoria scoliana agli anni ’80 rifatti un po’ alla Vanzina, grande intuizione, magari anche un po’ alla Brizzi prima maniera, alla crescita dei tre amici, Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, e della ragazza che tutti e tre amano, la Gemma di Micaela Ramazzotti, nella Roma di questi ultimi trent’anni, tra gli avvocati orrendi che hanno fatto i soldi coi grandi processi ai tangentari e ai simil-Poggiolini, gli sfigati che si buttano in politica, il sottobosco dei critici di cinema (“Primissima mi pubblica un’intervista a Carlo Verdone”), con Santamaria che rifà il personaggio di Stefano Satta Flores in “C’eravamo tanto amati” e finisce per buttarsi alla Mastroianni nella Fontana di Trevi con Micaela Ramazzotti.

 

la soldatessa alle grandi manovre 2

Adoro la prima parte del film, che dura 37 minuti, ho cronometrato, con i tre amici ragazzi, interpretati da Andrea Pittorino, Francesco Cantorama, Matteo Del Buono e Gemma piccola interpretata da Alma Noce, notevolissima. Ci sarebbe piaciuto vederne anche di più.

 

Anche perché i giovani attori sono diretti benissimo. Quando crescono e diventano Favino, Rossi Stuart e Santamaria, ritorniamo di colpo sia nel cinema mucciniano alla Fandango che ben conosciamo che nell’eterno recupero di Scola, e allora avremmo preferito Vanzina, presente nella prima parte, anche se va detto che la storia d’amore fra un impacciato Kim Rossi Stuart professore e la bella ma ignorantella Micaela Ramazzotti funziona bene e lei diventa da subito il motore del film.

 

la soldatessa alle grandi manovre 4

E Muccino la sa riprendere meglio di tutti, lasciandole un po’ di sandrellismo virziniano, certo, un po’ di biondo-zoccola del suo parrucchiere di fiducia, Robertino d’Antonio, ma riesce a restituirle su piatto d’argento il trono di reginetta coatta che le aveva tolto Ilenia Pastorelli prima che si rifacesse i denti e finisse negli show canterini di Rai Uno.

 

La Ramazzotti e la sua Gemma, che non sa mai bene cosa fare, ama Paolo, cioè Kim Rossi Stuart, ma poi scappa con Giulio, Pierfrancesco Favino, che le promette una vita migliore, poi civetta con Riccardo, Santamaria, che intanto è sposato malamente con Emma Marrone, rappresentano per tutti i maschi del film, e per Muccino stesso ci pare, la femminilità.

 

Così forte che fa esplodere a più riprese i tre personaggi protagonisti, che diventano alla fine frammentari e confusi rispetto a lei e capovolgono la situazione base dei più importanti film del regista, dove il motore era sempre e solo il desiderio maschile. Strepitoso l’avvocato romano di Francesco Acquaroli.

 

 

gli anni piu' belli 9

Canale 20 alle 21,10 passa l’action “Skiptrace” di Renny Harlin con Jackie Chan, Bingbing Fan, Johnny Knoxville, Eve Torres, Michael Wong, Eric Tsang.

 

Iris alle 21,15 passa un thriller che già so che come lo vedete ci ricascate, anche se lo avete visto mille volte, “Giochi di potere” diretto da Phillip Noyce dal romanzo di Tom Clancy con Harrison Ford come Jack Ryan, Anne Archer, Sean Bean, James Fox, James Earl Jones, Richard Harris, Samuel L. Jackson.

 

gli anni piu' belli 6

Alec Baldwin, che aveva interpretato il primo Jack Ryan in “Caccia a Ottobre Rosso” al posto di Harrison Ford, che aveva rifiutato, doveva riprendere a Broadway “Un tram chiamato desiderio”, così lasciò il ruolo proprio a Ford, che era la prima scelta. Leggo che dal trailer venne tolta la frase «Non c'è mai stato un attacco terroristico sul suolo americano», perché sembrava una sfida. Il critico di “Variety”, Joseph McBride, definì il film «fascista, palesemente anti-irlandese... un cartone animato di destra».

 

Cielo alle 21,15 spinge l’action “Kickboxer – Il nuovo guerriero” diretto da Mark DiSalle e David Worth con Jean-Claude Van Damme, Dennis Alexio, Rochelle Ashana.

 

 

gli anni piu' belli 4

Su Canale 27 alle 21,15 torna anche “Proposta indecente” diretto da Adrian Lyne con Robert Redford, Demi Moore, Woody Harrelson, Oliver Platt, Seymour Cassel, Billy Bob Thornton, Billy Connolly. Nel romanzo di Jack Engelhard il marito della ragazza è ebreo e il miliardario è arabo.

 

E questo cambiava parecchio la storia. Qui non ci sono problemi di razza, solo di soldi e di classe. Il primo cast era composto da Tom Cruise e Nicole Kidman, e da Warren Beatty nel ruolo del miliardario. Demi Moore litigò parecchio con Adrian Lyne sul personaggio che doveva interpretare.

 

proposta indecente scena hot

Woody Harrelson ci andava piano nelle scene di sesso perché era amico del marito, Bruce Willis. Demi Moore non aveva problemi col nudo, ma voleva controllare le sue scene e dare l’assenzo finale. In realtà accettò tutto.

 

La7 Cinema alle 21,15 propone “Agente 007. La spia che mi amava” di Lewis Gilbert con Roger Moore al suo terzo Bond, Barbara Bach come la spia russa Anya Amasova, Curd Jürgens, Richard Kiel come Jaws, Caroline Munro, Olga Bisera.

 

proposta indecente scena hot 1

Il primo regista doveva essere Guy Hamilton, che lasciò per girare “Sueprman”, che diresse poi Richard Donner. Visto che Claude Renoir, grande direttore della fotografia stava diventando cieco e non riusciva a illuminare del set delle petroliere da un milione di dollari costruito da Ken Adam, lo scenografo chiamò il suo amico Stanley Kubrick per supervisionare la luce.

 

E Stanley lo fece. I terribili denti di Jaws erano praticamente immettibili in bocca. Richard Kiel poteva resistere solo mezzo minuto. Barbara Bach entrò nel film a quattro giorni dall’inizio delle riprese.

 

proposta indecente robert redford demi moore 32

Rai4 alle 21,20 ci propone “Run!” drammone su una madre e una figlia disabile unite da segreti inconfessabili diretto da Aneesh Chaganty con la bravissima Sarah Paulson, Kiera Allen, Pat Healy, Bradley Sawatzky, Onalee Ames, Erik Athavale. Ha grandi critiche.

 

Italia 1 alle 21,25 passa “Kung Fu Panda 3” diretto da Jennifer Yuh e Alessandro Carloni, italianissimo regista di animazione figlio di Giancarlo Carloni, uno dei fondatori dello Studio Orti, geniale e innovativo studio di animazione degli anni ’60.

 

Su Rete 4 alle 21,35 trovate “Bomber” di Michele Lupo con Bud Spencer, Jerry Calà, Mike Miller, Valeria Cavalli, Gegia, Kallie Knoetze. Quattro risate sono sicure.

 

 

 

AGENTE 007 LA SPIA CHE MI AMAVA 4

Passiamo alla seconda serata con, Rai 4 alle 22,50, un incredibile e violentissimo crime con serial killer iraniano, “Holy Spider”, diretto da Ali Abbasi, regista nato a Teheran che da anni vive in Olanda e che ha già diretto lo stracultissimo “Border”.

 

Costruito su un vero caso di serial killer di prostitute accaduto a Mashhan in Iran una ventina d’anni fa, Ali Abbasi introduce in quello che potrebbe sembrare un crime qualsiasi elementi fortissimi. A cominciare dall’ambientazione con tanto di scene di nudo e di droga in Iran!

 

Ma anche dal fatto che noi sappiamo subito chi è il mostro, un bravo padre di famiglia osservante, tal Saeed interpretato da Mehdi Bajestani, con moglie e figli, che racconta, soprattutto a sé stesso, che le uccide perché ha la missione di purificare la città santa da tanta sporcizia e non perché è un depravato.

 

E infine che, una volta preso, grazie alle indagini della brava giornalista di Teheran, Zar Amir-Ebrahimi, che non si fida affatto della polizia locale e sospetta che dietro al serial killer ci sia un’organizzazione religiosa, abbia dalla sua, accusato e reo confesso di ben 16 omicidi (il 17° l’ha fatto un altro, un principiante), gran parte della popolazione.

 

holy spider 3

Il problema, insomma, oltre a prenderlo, sarà capire se verrà punito dei suoi crimini o no da un tribunale islamico religioso. Ovvio che non sia solo un crime, anche se tutti gli omicidi e la trappola per il killer sono girati da paura, e il primo omicidio è spettacolare, ma gli elementi di genere funzionano benissimo una volta inseriti in un contesto davvero mai visto, cioè la città santa di Mashhad.

 

Unico neo è il fatto che il serial killer si muove in motorino, le fa salire con lui, le ammazza, le avvolge in una tenda o in un tappeto e sempre in motorino le butta in qualche angolo remoto della città. E nessuno lo vede? Mah…

 

 

holy spider 4

Su Canale 27 alle 22,55 passa il divertente “Café Society” di Woody Allen con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Blake Lively, Steve Carell, Corey Stoll, Parker Posey. E’ un film che parte benissimo, e in certi punti fa parecchio ridere, alla fine è caruccio, con un respiro da raccontino già sentito.

 

Ma non è né Blue Jasmine né un ritratto della Hollywood classica come “Ave, Cesare” dei Cohen. Indeciso, come il suo protagonista, Bobby Dorfman, interpretato da Jesse Eisenberg come un giovane Woody Allen, tra New York e Los Angeles, il film si sposta da una città all’altra mentre regnano ovunque i meravigliosi anni trenta, quelli del jazz e dei gangster cresciuti nelle strade e quella dei divi e dei sogni di Hollywood.

 

holy spider

Tutto sotto il segno della frase “La vita è una commedia scritta da uno sceneggiatore sadico”. Bobby, giovane ebreo del Bronx, viene mandato in cerca di fortuna a Los Angeles dallo zio Phil, un quasi irriconoscibile Steve Carell, potente agente di Hollywood.

 

E’ proprio lo zio Phil, per cercare di farlo crescere, a metterlo nelle mani della sua bella segretaria Vonnie, una incantevole Kristen Stewart. Bobby si innamora subito di Vonnie, non sapendo che è l’amante dello zio, sposatissimo. Da parte sua Vonnie, dichiara di avere qualcuno, ma quando viene lasciata da Phil, promette a Bobby di sposarla e andare a vivere a New York con lui.

 

CAFE SOCIETY

Non andrà così, perché Phil ci ripensa e le chiede anche lui di sposarlo. E lei lo sposerà, obbligando Bobby a tornare da solo a New York. Lì farà fortuna nel club del suo loschissimo fratello Ben, Corey Stoll, vitalissimo gangster che seguita a mettere i nemici dentro il cemento armato.

 

Bobby si sposerà con la bella Veronica, una statuaria, bellissima, anche se un po’ inespressiva Blake Lively, avrà un figlio, ma poi un giorno tornerà Vonnie…

 

Si ride, diciamolo subito, perché la famiglia ebrea newyorkese di Bobby è fenomenale, perché il fratello gangster è uno spasso, perché la Hollywood degli anni ’30 di Woody Allen è piena di brio, ma quando la storiellina dell’amore contrastato prende corpo, ma il film perde consistenza e perde il fascino delle citazione del vecchio cinema di Adolphe Menjou e Barbara Stanwick.

 

CAFE SOCIETY 3

Gli attori, anche bravissimi come Jesse Eisenberg, Steve Carell e, soprattutto, Kristen Stewart, si trovano in difficoltà nella seconda parte del racconto, perché i loro personaggi, alla fine, non hanno grande sostanza e rimangono un po’ come delle figurine sospese nella fotografia fin troppo esibizionista di Vittorio Storaro. Detto questo, il film è più che godibile.

 

Su Rai Storia alle 22,55 passa “Il condannato – Storia di un sequestro” di Simona Ercolani, Cristian di Mattia, ricostruzione, con Ezio Mauro, del sequestro e della condanna a morte di Aldo Moro. Da vedere.

CAFE SOCIETY 2

 

Cine 34 alle 23,10 propone “La soldatessa alla visita militare” di Nando Cicero con Edwige Fenech, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Michele Gammino. E’ il primo film della soldatessa, incassò 1 miliardo 330 milioni.

 

Stracultissimo, con Edwige Fenech alle prese con l’esercito di maniaci sessuali del colonnello Fiaschetta. Al colmo della follia, Tiberio Murgia, vero sardo, interpreta un nudista inglese (!) in un film che dovrebbe essere ambientato in Sardegna.

 

la soldatessa alla visita militare

Ricorda Enrico Beruschi: «Per me che venivo dal cabaret milanese ed avevo ancora la mentalità dell’azienda dolciaria per la quale avevo lavorato prima di fare l’attore, fare il cinema era come una favola, non mi rendevo bene conto di cosa stessi facendo, per me Dania Film e Metro Goldwyn Mayer erano la stessa cosa. Non avevo ancora debuttato in televisione.

 

Alcune cose, alcune battute, mi sembravano francamente eccessive, ma mi prodigai ad inventare gag che rendessero simpatico il mio personaggio».

 

la soldatessa alla visita militare 1

Iris alle 23,35 passa il thriller “Nel buio dell’anima” di Neil Jordan con Jodie Foster, Terrence Howard, Nicky Katt, Naveen Andrews. La protagonista è una conduttrice radiofonica in cerca dell’uomo che le ha ucciso il fidanzato e ha ferito gravemente lei. E’ pronta a ucciderlo con un pistolone che si porta dietro. Sempre.

 

La7 Cinema alle 23,40 propone “Brubaker” di Stuart Rosenberg con Robert Redford, Yaphet Kotto, Jane Alexander, Murray Hamilton, David Keith, grande carcerario ispirato a una storia vera, quella di Tom Morton che si finse detenuto per capire cosa non funzionasse nel suo carcere in Arkansas.

 

la soldatessa alla visita militare

Rete 45 alle 23,45 passa “I cowboys” di Mark Rydell scritto dalla coppia Harriet Frank-Irving Ravetch (“Hud il selvaggio”, “Hombre”), con John Wayne e il fido secondo e cuoco nero Roscoe Lee Brown che svezzano un branco di ragazzini a fare i cowboys in un mondo selvaggio. Gli amici di Roscoe Lee Brown, allora molto attivo politicamente, cercarono di non fargli fare un film a fianco del falco John Wayne, ma i due andarono d’accordo e recitavano poesie assieme.

 

C’è anche un finale a sorpresa che vorrei non dirvi, ma ve lo SPOILERO, quindi non leggete di più se volete vedere il film. Insomma Bruce Dern, cattivissimo, uccide John Wayne. Pam! Pam! Prima di girare la scena, Wayne disse a Dern che tutti il mondo lo avrebbe odiato per aver ucciso John Wayne. E Dern rispose: “ma tutti a Berkeley mi ameranno”.

 

50 anni dopo, il povero Dern, sul set di “The Hateful Eight” rivelò che ancora riceveva lettere e messaggi di insulti e di odio per aver ucciso John Wayne.

 

la verita' migliore 7

Rai Tre alle 0,35 propone il bellissimo documentario “La verità migliore” di Lorenza Indovina che, a cinquant’anni di distanza cerca di arrivare a una qualche verità sulla tragedia di Punta Raisi, errore umano o attentato?, e rimette in gioco il rapporto con suo padre, il regista Franco Indovina, morto nell’incidente, che ha conosciuto poco e niente. La Montagna Longa, dove andò a schiantarsi l’aeroplano, domina la scena con la sua natura rocciosa, impenetrabile, terribile e al tempo stesso materna.

 

Del resto la montagna è l’unica testimone muta di un mistero che tormenta i figli, le mogli dei tanti palermitani morti su quell’aereo che il 5 maggio del 1972 tornavano da Roma per votare.

 

la verita' migliore 6

Lorenza Indovina all’epoca aveva sei anni. Il padre da tempo si era lasciato con la moglie e con le due figlie piccole dopo essersi innamorato della bella Soraya, la “principessa triste”, come la chiamavano allora, ripudiata dallo Scià.

 

Ho conosciuto Lorenza proprio quando giravo per Rai Due un documentario su Soraya, e avevo ritrovato in Rai le interviste a suo padre, Franco Indovina, che era un regista di grande spessore, già assistente di Antonioni e Rosi si muoveva nella commedia all’italiana in maniera originale e divertita, firmando film che mi erano piaciuti molto, “Menage all’italiana” con Ugo Tognazzi, “Tre nel mille” con Franco Parenti, Carmelo Bene e Giancarlo Dettori, “Lo scatenato” con Vittorio Gassman.

 

la verita' migliore 5

Lorenza non aveva mai sentito, mi disse, la voce del padre. Voce che sentiamo proprio nella scena finale di questo documentario, intervistato da Lello Bersani al Fiamma per la prima de “I tre volti” con Soraya. Bello, intelligente, di successo, pieno di storie, Indovina era un personaggio particolare anche nel nostro cinema, proprio perché si riusciva a muovere tra il cinema più sofisticato alla Antonioni, aveva diretto le seconde unità di “L’avventura” e “La notte”, e la parte più sperimentale della commedia, legandosi a sceneggiatori come Tonino Guerra, Luigi Malerba, Rodolfo Sonego.

 

la verita' migliore 4

Lorenza, nel documentario, riceve la visita di un gruppo di parenti delle vittime dell’incidente decisi a riaprire il caso e a scoprire la verità. Accettando di fare parte del gruppo, è obbligata a riaprire il rapporto con un padre che non ha quasi mai visto e del quale ricorda pochissimo.

 

Così, assieme alle tesi, tutte valide e tutte sbagliate, sulla tragedia di Montagna Longa, ricostruisce come può la figura del padre, sentendo lo zio Vittorio, sentendo sua sorella. E’ un viaggio molto sofferto nella memoria e nel tempo che non può lasciarci indifferenti. Ma che porterà solo Lorenza a cercare la verità sulla montagna, nelle scene più poetiche del film.

 

la verita' migliore 3

Cine 34 alle 0,50 passa “La supplente va in città” di Vittorio De Sisti con Carmen Villani, Francesco Mulè, Vincenzo Crocitti, Josele Roman, Maria Luisa Ponte. Sequel, a ben quattro anni di distanza - e per modo di dire - de La supplente. Così così. Anche perché Carmen Villani fa tutto fuorché la supplente e si sente bene il mischione di commedia sexy, erotichello e disco-movie. Non male Francesco Mulé guardone seriale.

 

la supplente va in citta'

“Credo che se qualcuno non attoppa quer buco il vecchio primo o poi ci rimane” si sente dire riferito a questa pratica scostumata. Su Cielo all’1 trovate il fantascientifico “Jumper” di Doug Liman con Hayden Christensen, Jamie Bell, Samuel L. Jackson, Rachel Bilson, Diane Lane, Tom Hulce.

 

Rai Tre/Fuori orario alle 2,05 apre al cinema di Julio Bressane, maestro del cinema sperimentale brasiliano, con “Sermões - A história de Antônio Vieira” diretto da Júlio Bressane con Othon Bastos, Eduardo Tornaghi, Breno Moroni, Paschoal Villaboin.

 

la supplente va in citta' 5

Lo segue, sempre Rai Tre alle 3,25, “São Jerônimo” di Júlio Bressane con Everaldo Pontes, Hamilton Vaz Pereira, Helena Ignez, Bia Nunes. La7 Cinema spreca alle 2,10 un capolavoro come “Il sorpasso” di Dino Risi con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Catherine Spaak, Claudio Gora.

 

Cine 34 alle 2,15 torna sulla commedia sexy con “Peccati in famiglia” di Bruno Gaburro con Michele Placido, Jenny Tamburi, Renzo Montagnani, Simonetta Stefanelli. Il film incassa un miliardo e mezzo e lancia definitivamente Renzo Montagnani nel genere.

 

la supplente va in citta'

«Io ci andavo dai produttori. ‘Guardate che me la cavo’, dicevo. E quelli sempre a rispondere che sì, vedremo, magari domani, terremo presente… Finché non mi offrono Peccati in famiglia, roba di sesso, di natiche, di glutei… Roba di moda. Beh, avevo bisogno di soldi e dissi ‘sissignore’. Il film incassò due miliardi e mezzo. E lì tutti a muoversi in branco. Ero… come la Madonna del Rosario, tutti da me a piatire. ‘Io ti do tot, Renzino… E io di più… E io il doppio,’ Mica mi volevano per la mia bravura scoperta, naturalmente. Mi volevano perché ero un bene di consumo. Come l’Omo, il Palmolive, l’Olà, il Pepsodent» (Renzo Montagnani, L’Europeo, giugno 1976).

 

Sempre Montagnani racconta, a Amarcord, che dopo dopo questo film ebbe nove offerte per film simili. «E io dissi al mio agente: ‘Li voglio fare tutti e nove!’ E ci riuscii, lavorando giorno e notte».

carmen villani la supplente va in citta'

 

Chiudo, Cine 4 alle 3,30, con “Carnalità morbosa” di Mario Siciliano con la mitica Marina Hedman Frajese, Sonia Bennett, Nadine Roussial, tutte professioniste dell’hard italiano, e, come comico, Enzo Andronico, celebe amico di Franco e Ciccio. Non so cosa sia rimasto delle scene hard…

carmen villani vincenzo crocitti la supplente va in citta' 2

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