premi stracult 2026

IL CINEMA DEI GIUSTI - MENTRE ASPETTIAMO I DAVID DI DONATELLO, MERCOLEDÌ 6 MAGGIO, CELEBRAZIONE DEL DISASTRATO CINEMA ITALIANO, HO STILATO UN PO’ DI PREMI STRACULT AI FILM PIÙ ASSURDI DELLA STAGIONE – QUALE È IL FILM ITALIANO PIÙ STRACULT DELLA STAGIONE? DURA BATTAGLIA: PERCHÉ “TRADITA” VUOLE ESSERE IL FILM STRACULT DELL’ANNO, “ANNA” LO È GIÀ COME IDEA DI FILM, LA GUERRITORE CHE FA LA MAGNANI, E “BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO” NUN SE BATTE - SI PARTE DALLE SCENE MIGLIORI DEL CINEMA ITALIANO DELLA STAGIONE, COME LA SCENA SADOMASO DI “TRADITA”, CON MANUELA ARCURI VESTITA DI LATTICE CHE DICE AL SUO CLIENTE CON LIEVE ACCENTO BURINO “INGINOCCHIATI, BASTARDO!” E LA SCOPATA A CANNES TRA IL ROBERTO ROSSELLINI DI TOMMASO RAGNO E L’ANNA MAGNANI DI MONICA GUERRITORE IN “ANNA” (COME SI FA… E’ COME VEDERE SCOPARE I NOSTRI GENITORI) –– LE ALTRE CATEGORIE SONO…

Marco Giusti per Dagospia

 

massimo ghini nel tepore del ballo

Stiamo aspettando i David di Donatello, mercoledì 6 maggio, celebrazione del disastrato cinema italiano. Nessun film a Cannes, nessun film in sala da un mese a parte “Nel tepore del ballo” di Pupi Avati. Neanche un film con Edoardo Leo. E ai David tutto mi dice che stravincerà “Le città di pianura” di Francesco Sossai, magari lasciando qualcosa a “La grazia” di Paolo Sorrentino.

 

Dimostrando così quanto anche l’industria italiana, quella che ha pagato ben 90 euro per votare (una scelta che ha fatto parecchie differenze quest’anno per le nomination, perché i giovani autori che potevano votare non hanno voluto pagare) non ne possa più del nostro cinema più ufficiale e si auspichi un cambiamento.

 

queer di luca guadagnino

Anche se poi snobba, ingiustamente, film più autoriali e complessi come “Queer” di Luca Guadagnino o “Un film fatto per bene” di Franco Maresco o innovativi come il super trascurato “40 secondi” di Vincenzo Alfieri e l’horror-di-genere “La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli, o almeno solidamente costruiti come “La camera di consiglio” di Fiorella Infascelli o che si prendono dei rischi come i più scatenati “Il rapimento di Arabella” di Carolina Cavalli, “Mangia” di Anna Piscopo, che non troverete tra i candidati.

 

Allora, proprio davanti a David così ingessati, stavolta sono ingessati anche i premi alla carriera, che non tengono nemmeno presente i 76 milioni di euro incassati da “Buen camino” di Checco Zalone che hanno fatto la differenza e hanno rilanciato tutto il reparto cinema di Medusa, cioè della famiglia Berlusconi, ho stilato un po’ di premi stracult ai film più assurdi della stagione. Va detto però che non ci sono più, complice la crisi del settore e i tagli ministeriali, quei bei film trashioni di un tempo.

GIULIO BASE SUL SET DI ALBATROSS

 

Certo abbiamo perle stracult come “Incanto” con Giorgio Panariello clown, ma anche i film più raccomandati e firmati della nuova destra, penso a “Albatross” di Giulio Base o a “Paradiso in vendita” di Luca Barbareschi, o mattonate come “L’isola degli idealisti” di Elisabetta Sgarbi, non sono dei guilty pleasures da vedersi la sera. Ah… dove sono i bei film stracult di una volta…   

manuela arcuri tradita

PARTIAMO DALLE SCENE SEXY MIGLIORI DEL CINEMA ITALIANO DELLA STAGIONE.

1.         La scopata a Cannes, ma si intravede solo una spiaggia che penso sia tra Santa Marinella e Tolfa, tra il Roberto Rossellini di Tommaso Ragno e l’Anna Magnani di Monica Guerritore in “Anna” di Monica Guerritore. Che vi devo dire, quelli sono la Magnani e Rossellini, ma come si fa… E’ come vedere scopare i nostri genitori.

 

2.         La scena zozza sadomaso di “Tradita” diretto da Gabriele Altobelli, prodotta dal mitico Alberto Tarallo con Manuela Arcuri vestita di lattice nero che dice al suo cliente con lieve accento burino “Inginocchiati, bastardo!” roteando la frusta protetta dalla mascherina nera e dal nom de plum di Madame X. Vabbé.

 

valeria golino elodie in fuori

3.         La doccia di Elodie in “Fuori” di Mario Martone che eccita un po’ le amiche di cella Valeria Golino e Matilda De Angelis. Purtroppo, mi dicono, si è vista solo nelle anteprime, perché a Cannes e poi in sala in Italia è stata tagliata. Io ne ho scritto però. Così c’è chi c’è andato per vedere Elodie e non ha visto nulla… Ma li morté… Si può rifare con una tetta di Elodie in un film precedente, “Gioco pericoloso” di Lucio Pellegrini.

 

beatrice savignani e stefano accorsi in le cose non dette

4.         Stefano Accorsi con parrucchino e il sorriso un po’ nevrotico, che corre ancora dietro alle studentesse ventenni e ci casca l’inedita e prorompente Beatrice Savignani, ternana, quasi inedita, che ruba il film a tutti in “Le cose non dette” di Gabriele Muccino. Lui non la smette di citare Heidegger, Simone de Beauvoir, Kierkegaard, Stendhal, ma poi si lancia in frasi del tipo “Sto cercando di tamponare”…

 

5.         La scena di sesso tra Tommaso Ragno e Elena Radonicich in “L’isola degli idealisti” di Elisabetta Sgarbi. Purtroppo arriva quando il film mi ha steso e mi sono mezzo addormentato…

GRANDI FRASI A EFFETTO CHE AVREBBERO DOVUTO FAR RIDERE GIÀ IN SCENEGGIATURA.

mario draghi in brunello. il visionario garbato

1.         “Cucinelli ha messo l’essere umano al centro del discorso”. Ecco, questa frase, in bocca a Mario Draghi, nell’assurdo, stracultissimo documentario di Giuseppe Tornatore “Brunello, il visionario garbato”, assume un dirompente effetto di “ma perché sei finito in questo film?”, “ma chi te lo ha fatto fare? Ma sei Mario Draghi…”.

 

2.         “Le idee sono come le storie d’amore, arrivano quando meno te l’aspetti”, l’ho sentita in “le cose non dette” di Gabriele Muccino. Ottima anche “Non voglio vivere una vita senza colpi di scena”.

 

3.         “Il cinema è per le pippe, la televisione è realtà”. Sentita nel fondamentale “Fuori la verità” di Davide Minnella. Teorica. Solo per i televisivi.

checco zalone buen camino

 

4.         “Eravamo poveri ma mangiavamo il giusto”, sempre da “Brunello”. La dice lo stesso Brunello illustrando come si viveva da poveri nelle campagne umbre, disturbando una scena dove tutti mangiano a tavola. Ti aspetti che la famiglia di contadini lo zittisca. Lui e il suo golfino.

 

5.         “Non hai fatto un cazzo” – “sì però l’ho fatto fino in fondo”, dialogo geniale tra Checco Zalone e non mi ricordo più chi in “Buen camino” di Gennaro Nunziante. Ma questa faceva ridere. Magari la tolgo.

FRASI PESANTI E SCORRETTE.

elisa di eusanio e carlo verdone in scuola di seduzione

1          “Ti darei un colpetto. Bella della mamma!” Frase pesantuccia e sessista detta da Alessandro Haber, vecchio macho rattuso in carrozzella, in “Prendiamoci una pausa” di Christian Marazziti.

 

2          “C’è ancora una parte sana in questo paese che ’a fregna gli piace” detta da Giuliana De Sio simil Barbara D’Urso a Massimo Ghini in “Il tepore del ballo” di Pupi Avati.

 

3          “I giapponesi non è che ci hanno tutte ste scimitarre” - “Ce lo siamo misurati tutti a scuola… col righello… 21… 15 Pesenti 7, ma è possibile?”. Carlo Verdone in “Scuola di seduzione” che parla di piselli. Devo dire che facevano ridere tutte.

 

michele riondino, angelina andrei e jasmine trinca in illusione

4          “No, sono di filo di Scozia, no!! Ma che cazzo!!”. Notevole anche questa. Detta da Carlo Verdone quando, a casa della mistress, l’onorevole schiavo sovrappeso si presenta in versione cane e gli lecca i calzini.

 

5          “Hai cazzo duro?”, chiede in “Illusione” di Francesca Archibugi la candida quindicenne ribattezzata la Vergine Moldava, tal Angelina Andrei, allo psicologo di Perugia Michele Riondino dopo aver mimato un amplesso.

FRASI TROPPO ROMANE CHE NON PIACCIONO PROBABILMENTE SOPRA ROMA. MA HANNO PROBLEMI ANCHE A ROMA NORD.

pietro castellitto il falsario

1          “Credevo che nun ce fosse un conto da pagà, invece Roma chiede sempre er conto”. Pietro Castellitto in “Il Falsario” di Stefano Lodovichi

 

2          “Dal poliamore al policlinico è ’n attimo…”, detto dal ristoratore Giallini all’avventore Paolo Calabresi che si tromba di tutto, fa casino e rischia di prendere botte da tutte in “Prendiamoci una pausa” di Christian Marazziti. Ottima anche la faccia di Giallini alla richiesta “Ma voi la fate la carbonara?”.

 

3          “Pure col polacco mio? Nun lo sapevo… quindi è frocio!” – “Io so dove abiti, te vengo a cercare, stronzo!!!” – detta da Massimiliano Wermuller in “Fuori la verità” di Davide Minnella

 

marco giallini la citta' proibita

4          “Ancora te devi rifà le tette… per me sei un frocio”. Simpatica battuta detta a un amico della Arcuri trans in “Tradita” di Gabriele Altobelli.

 

5          “Li mortacci”, detta non so quante volte da Marco Giallini e da chiunque altro in “La città proibita” di Gabriele Mainetti. Come lo avranno tradotto in cinese?

BARZELLETTE SCEME. MA CHE ALLA FINE FUNZIONANO…

lillo, christian de sica e paolo calabresi in agata christian

1.         “Appuntato Tarda” – “…e quando arriva?”. Sentita in “Agata Christian” di Eros Puglielli.

 

2.         “Que pasa?”  - “Pasa i cazzi suoi…”. Sentita in “Buen camino” di Gennaro Nunziante.

 

3.         “Che fa un pulcino nel camino? Pio… Pio… Pio foco”. Sentita in “Brunello, il visionario garbato! Di Giuseppe Tornatore.

 

4.         “Lei ha il permesso di soggiorno anche se preferiamo la camera da letto”. Sempre in “Buen Camino”.

 

sotto le nuvole

5.         Pompiere napoletano: “Mi dia il civico…” Cittadino napoletano: “ Il civico…? – Pompiere napoletano: “’O nummero dell’abitazione!”, da “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi.

 

6.         “L’unico palestinese che occupa un territorio a… Gaza mia”. Battuta pesante di Checco Zalone in “Buen camino” di Gennaro Nunziante.

PRESENZE O CITAZIONI IMPOSSIBILI

pilar fogliati follemente

1.         Quella dei Pooh a Vieste alla fine di “Oi vita mia” di Pio e Amedeo. Non capisco proprio perché ci siano.

 

2.         La citazione di Carla Lonzi in “FolleMente”, l’inside-out di Paolo Genovese. Citazione che arriva in un punto ben preciso del film, cioè dopo la leccata di figa (è così…) che il personaggio di Edoardo Leo, Piero, fa al personaggio di Pilar Fogliati, Lara, per farla venire, e viene detta dalla più dotta delle quattro ragazze, Claudia Pandolfi-Vittoria Puccini-Emanuela Fanelli-Maria Chiara Giannetta, che abitano nel cervello di Lara e muovono i suoi fili immaginari. Che l’abbia scritta Genovese? Non credo… Penso Laura Calamari. Da verificare…

valeria marini interpreta moira orfei in portobello

 

3.         Valeria Marini truccata da Moira Orfei in “Portobello” di Marco Bellocchio con tanto di elefanti. Buttata un po’ lì. Non viene neanche sviluppata. Ma che ci fa?

 

4.         Martin Scorsese truccato da vecchio prete barbuto, Isaia, nel capolavoro stracult di Julian Schnabel “In the Hands of Dante”. Un filo imbarazzante.

 

5.         Giorgio Panariello il clown bianco Charlie in “Incanto” di Pier Paolo Paganelli.

MOMENTI IMPOSSIBILI DA GIUSTIFICARE

1. Il suicidio in barca di Lino Banfi in “Oi vita mia” di Pio e Amedeo. Ma dove va?

martin scorsese in in the hand of dante

 

2. “Put the gun down… Minchia!”  Il finalone dello stracultissimo e vero disastro “In the Hands of Dante di Julian Schnabel. Siamo al regolamento di conti sulla laguna di Venezia tra Jason Momoa, gangster siciliano vestito di bianco, Gal Gadot come Gemma, la moglie di Dante, Sabrina Impacciatore come Beatrice e esperta dantista e Oscar Isaac come lo scrittore Nick Tosches nell’interpretazione più sballata e rischiosa della sua carriera. Anche per il pubblico ormai addomesticato dei Festival che ormai si beve qualsiasi cosa, era impossibile non ridere.

 

3. Gabriele D’Annunzio, interpretato da Fausto Russo Alesi, che si piscia addosso nei mutandoni in “Duse” di Pietro Marcello. Forse è troppo.

 

4. In “Muori di lei” di Stefano Sardo l’idea di Scamarcio chiuso in casa che insegna filosofia agli studenti a distanza e che scrive non so quali tesi di dottorato. Sì. Poi si mette a scopare con la vicina bona, Mariela Garriga.

 

muori di lei

5.L’intervista a Whoopi Goldberg in “Brunello, il visionario garbato” di Giuseppe Tornatore. Brunello racconta di aver incontrato al Bar Gigetto a Perugia una prostituta e di esserne diventato amico. Vediamo la scena ricostruita con tanto di barista tartaglione. Subito dopo Oprah Winfrey, vestita in cachemire, ci spiega che quello è stato un incontro importante per Brunello. Ok. E poi? C’è qualche sviluppo di questo incontro? No. Li vediamo solo giocare a scopone. Ma a che serviva Whoopi Goldberg?

RIVELAZIONI FINALI

toni servillo la grazia

1.         “Io lassù ho visto Maradona!”. Peppe Iodice racconta cosa c’è dopo la morte in “Mi batte il corazon” di Francesco Prisco, film caso della stagione.

 

2.         “No”, la battuta chiave detta da Giuseppe Ignazio Loi, il vecchio sardo che non vuole vendere il suo pezzo di terra ai capitalisti milanesi in “La vita va così” di Riccardo Milani. Tutto il film è costruito attorno a questo no.

 

3.         “Sempre le stesse serata”, l’unica battuta di Nicola Rignanese in “Lavoreremo da grandi” di Antonio Albanese, dove è steso ubriaco per tutto il film.

 

4.         “Di chi sono i nostri giorni?”, la battuta tormentone di “La grazia” di Paolo Sorrentino

 

mario magnotta

5.         “So’ Magnotta!”, tormentone delle telefonate del re degli scherzi telefonici subiti, Magnotta, riportato in vita nel documentario di straculto “Semplice cliente” di Alessandro De Leonardis

 

Quale è il film italiano più stracult della stagione? Dura battaglia. Se la battono “Tradita” di Gabriele Altobelli, “Brunello, il visionario garbato” di Giuseppe Tornatore, “In the Hands of Dante di Julian Schnabel, che non uscirà, presumo, mai, “Prendiamoci una pausa” di Davide Minnella, “Anna” di Monica Guerritore”. Difficile scegliere, perché “Tradita” vuole essere il film stracult dell’anno, “Anna” lo è già come idea di film, la Guerritore che fa la Magnani, “In the Hands of Dante” è un disastro epocale non cercato. E “Brunello, il visionario garbato” nun se batte…

 

peppe iodice mi batte il corazonin the hand of dantegiorgio panariello in incantotommaso ragno e monica guerritore in annafausto russo alesi in dusemaria chiara giannetta e riccardo scamarcio in muori di lei marco giallini claudia gerini prendiamoci una pausapio e amedeo con i pooh in oi vita miafuori la verita' elena radonicich tommaso ragno l'isola degli idealistibeatrice savignani e stefano accorsi in le cose non dette valeria golino ed elodie in fuoribrunello cucinelli in brunello il visionario garbatomanuela arcuri william levy tradita 2manuela arcuri william levy tradita 1alessandro haber prendiamoci una pausajason momoa e gal gadot in in the hand of dantemariela garriga muori di leiedoardo leo pilar fogliati follemente nicola rignanese lavoreremo da grandisemplice clientelino banfi pio e amedeo oi vita miagiuseppe ignazio loi la vita va cosigiuliana de sio massimo ghini nel tepore del ballo

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