politica

ANDREA ORLANDO E I PANSOTI

SULL’ORLO DI UNA CRISI DI RENZI – I SONDAGGI TUMULANO LE AMBIZIONI REVANCHISTE DELL’EX ROTTAMATORE. AL FLOP DI "ITALIA VIVA" PROPRIO IN QUELLA TOSCANA CHE HA LANCIATO LA CARRIERA DEL SENATORE DI FIRENZE SI AGGIUNGE LA POSSIBILE SCONFITTA DI GIANI ALLE REGIONALI – IL CONSIGLIERE REGIONALE: “LA CREDIBILITA’ E’ TUTTO. SE DICI ‘SE PERDO MI RITIRO DALLA POLITICA’ E POI NON LO FAI, LA GENTE PERCHÉ DOVREBBE CREDERE ALLE ALTRE PROMESSE? RENZI PUÒ AVERE UN GRUPPO DI AMICI CHE LO SOSTENGONO, MA IL CETO POLITICO SU CUI SI È FORMATO IL SUO CONSENSO NON ESISTE PIÙ…”

“IL REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI È UNA MEGA PUTTANATA PAZZESCA. SENZA RIFORMA COSTITUZIONALE NON HA SENSO" - CACCIARI BOOM: "SE SI TRATTAVA DI RISPARMIARE QUALCOSA C'ERA UN SISTEMA MOLTO PIÙ RAPIDO CHE ERA IL DIMEZZAMENTO DEGLI STIPENDI DEGLI ATTUALI PARLAMENTARI. NON SI CAPISCE COME MAI IL M5S…” - "LE ELEZIONI REGIONALI NON AVRANNO CONSEGUENZE SUL GOVERNO NÉ SUL PD. SE LA TOSCANA CONFERMA LA MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA, LE ALTRE REGIONI SONO INDIFFERENTI”- E SU UN NUOVO LOCKDOWN...

SI SCRIVE “PATTO CON L' OPPOSIZIONE”, SI LEGGE QUIRINALE – LA STRATEGIA DI FRANCESCHINI PER SCALARE IL COLLE – “SU-DARIO” RINSALDA IL RAPPORTO CON ZINGA, BLANDISCE L' OPPOSIZIONE CON UNA GENERICA PROMESSA DI RIFORME COSTITUZIONALI E LISCIA IL PELO AL M5S (“È CRESCIUTA IN LORO UNA CULTURA DI GOVERNO”) E A CONTE - LA CORSA NON SARÀ FACILE. TANTO PIÙ CHE IL PD È PIENO DI CANDIDATI O ASPIRANTI TALI: DA VELTRONI A ENRICO LETTA FINO A PRODI. MA IL RIVALE PIÙ PERICOLOSO PER TUTTI RESTA…

SE IL FESTIVAL DELLA BELLEZZA DIVENTA LA SAGRA DELLA SALSICCIA (E RUBA PURE IL LOGO!) - CARLA VISTARINI: ''CARO DAGO, IL FESTIVAL DI VERONA NON AVRÀ NEANCHE UNA DONNA TRA I RELATORI. ORA QUALCUNO HA SCOPERTO ANCHE CHE L'USO DELL'IMMAGINE DELLA LOCANDINA NON È MAI STATO AUTORIZZATO DALL'AUTRICE, UN'ARTISTA AMERICANA DI NOME MAGGIE TAYLOR. CHE HA SCRITTO QUESTO DURISSIMO POST SU FACEBOOK: ''PARLANO DI EROS E USANO IL RITRATTO DI UNA MINORENNE? IN PANEL TUTTI AL MASCHILE? È DISGUSTOSO PERCHÉ…''

CONTE DA RECOVERY – “GIUSEPPI” FA SLITTARE LA PRESENTAZIONE DEL RECOVERY PLAN ALL’ANNO PROSSIMO PER BLINDARE LA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI FINO ALL’ARRIVO DEL SEMESTRE BIANCO. MATTARELLA AVEVA CHIESTO DI FARE IN FRETTA CON IL RECOVERY FUND MA NON C’E’ ANCORA UNO STRACCIO DI PIANO CONCRETO. È GELO TRA CONTE E IL PD. “SE PENSA DI FARE IL PASSANTE SI SBAGLIA DI GROSSO”, DICONO DAL NAZARENO. DOPO IL 21 SETTEMBRE, COME SOSTIENE BETTINI, NON BASTERÀ UN SEMPLICE TAGLIANDO A QUESTO GOVERNO.

DA DOVE NASCE LA BORIA DI CONTE, GONFIATA AL PUNTO DI INSOLENTIRE DRAGHI E MATTARELLA, SFANCULARE GRILLO SULLA RETE UNICA E SPADRONEGGIARE SUI SERVIZI SEGRETI? LO SCHIAVO DI CASALINO E TRAVAGLIO SA CHE BRUXELLES OSSERVERÀ DA VICINO IL RISULTATO DELLE REGIONALI. SE DOVESSERO VINCERE SALVINI E MELONI, NON PERMETTERÀ DI FAR CADERE QUESTO GOVERNO RISCHIANDO ELEZIONI ANTICIPATE E LA PROBABILE VITTORIA DI UNA COALIZIONE A TRAZIONE SOVRANISTA - L'UNICO SCENARIO CHE LO VEDREBBE DETRONIZZATO È QUELLO IN CUI DOVESSE RIFIUTARE DI FARSI ''COMMISSARIARE'' DA DUE VICEPREMIER (FRANCESCHINI E DI MAIO) IN CASO DI RIMPASTONE POST-ELETTORALE.…

CONTE È NERVOSO – MENTRE IL M5S, PER NASCONDERE IL DISASTRO CHE COLLEZIONERÀ ALLE REGIONALI, GIÀ CANTA VITTORIA SUL REFERENDUM, L’UNICO FEDELE ALLEATO DELLO SCHIAVO DI CASALINO (E TRAVAGLIO) È FINITO CON LE SPALLE AL MURO: ZINGA HA ASSECONDATO LA STRATEGIA GRILLINA SENZA AVERE OTTENUTO IN CAMBIO NÉ ALLEANZE NELLE REGIONI IN CUI SI VOTA; NÉ GARANZIE SUL NUOVO SISTEMA ELETTORALE; NÉ TANTOMENO IL MES. SE TRACOLLA IL PD ALLE REGIONALI, LA PRIMA VITTIMA SARÀ LA POCHETTE CON LE UNGHIE

IL VATICANO È UN PAESE DI 500 LAVANDAIE. E SE C’È UNA COMARE SUPREMA È PROPRIO IL PAPA - CESTINATA L’ERA DELLA “CONFIDENTE” IMMACOLATA CHAOUQUI, SILURATO IL CAPO DELLE SPIE GIANI, NEL CERCHIO MAGICO DEL PAPA BRILLA LA CIELLINA STEFANIA FALASCA, DETERMINANTE AL PUNTO CHE A LEI SI DEVE LA SCELTA DELLE NOMINE PIÙ ESCLUSIVE, IL RETTORE DELL’UNIVERSITÀ LATERANENSE VINCENZO BUONOMO, IL GESUITA ANTONIO SPADARO, MONS. MARCO MELLINO E IL VESCOVO FRANCO MASSARA CHE, CON I SUOI GUAI GIUDIZIARI, HA DATO GROSSI DISPIACERI AL PONTEFICE